Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte torna alla Camera per riferire ai deputati in vista del Consiglio Europeo Straordinario del 17-18 luglio a Bruxelles e il tema è sempre quello spinoso del Recovery Fund, il piano di aiuti da 750 miliardi fortemente osteggiato dai cosiddetti ‘Paesi frugali’.

“Mai come in questa occasione dobbiamo riconoscere che le istituzioni europee si sono dimostrate sensibili e mai come oggi possiamo affermare che l’Italia ha contribuito in maniera decisiva a orientare le risposte che l’Europa offre”, ha detto il premier, ribadendo l’importanza della due giorni di Bruxelles.

Per Conte infatti “la crisi del Coronavirus è senza precedenti, quindi richiede misure straordinarie. Per questo motivo il Consiglio europeo non può mancare in questo obiettivo di portata epocale, bisogna rilanciare l’economia europea. Solo uniti riusciremo a rendere l’Europa forte e protagonista nel mondo. Risposte nazionali sarebbero inefficaci”.

La posta in gioco, ricorda il premier, “non è solo il funzionamento del mercato unico, la tenuta dell’economia europea, la convergenza economica e sociale”, ma sono in gioco “i pilastri su cui si fonda l’Unione europea”. “Oggi sono messi a rischio dalla crisi del Covid 19 che ha colpito il continente dopo due gravi crisi finanziarie. Se non vogliamo essere travolti dobbiamo essere coraggiosi”, ha aggiunto Conte nel discorso in Aula.

Il premier quindi ha invitato i singoli Stati “a una maggiore maggiore responsabilità”, indicando “indicando i propri progetti di rilancio. Tocca a noi assumere una decisione altrettanto coraggiosa. La nostra casa comune è in grado di offrire vantaggi per tutti se usciamo dall’ottica negoziale del gioco a somma zero e pensiamo che quando sono in gioco le fondamenta dell’edificio europeo non possiamo avvantaggiarci a scapito di altri. La negoziazione tradizionale in questo ambito è destinata al fallimento: o vinciamo tutti, o perdiamo tutti”.

Per questo Conte ritiene “cruciale” che la proposta del Consiglio Ue “sia adottata entro luglio e non sia al ribasso, non solo dal punto di vista economico ma anche morale: non lo meritano le decine di migliaia di vittime del Covid, le imprese che stanno affrontando le conseguenze della pandemia”, ha concluso il premier”.