Un milione di voti persi. È questo il drammatico risultato del Movimento 5 Stelle, autentico sconfitto di questa tornata elettorale. Il partito di Beppe Grillo, infatti, da quando è al governo non riesce ad azzeccarne più una e se nel primo anno di legislatura ha travasato i suoi voti nella Lega partner di governo, crollando alle Europee del 2019, anche alle Regionali del 2020 deve pagare una forte emorragia di voti che probabilmente hanno contenuto il fisiologico calo del Partito Democratico (viste le scissioni) che non c’è stato.

I DATI DEL 2015 – Si perché se calcoliamo le preferenze ottenute dal Movimento nel 2015 e le confrontiamo con quelle del 2020 non possiamo che constatare un crollo verticale dei grillini. Nel 2015 nelle sei regioni prese in considerazione (Veneto, Toscana, Liguria, Marche, Campania e Puglia), Di Maio e co. ottennero oltre 1 milione 655mila preferenze. In tutte le regioni al voto i grillini andarono in doppia cifra: Veneto con l’11,8% (262mila voti); Toscana con 205mila preferenze e il 15%; Puglia con 17,2% e 310mila voti; Campania con il 17,5% grazie a 420mila preferenze; Marche con 133mila voti e il 21,9%; Liguria con 163mila preferenze e il 22,3%. Un risultato enorme che fece pensare per anni che si fosse in presenza di un terzo polo alternativo al centrosinistra e il centrodestra che ha caratterizzato la cosiddetta “Seconda Repubblica“.

I DATI DEL 2020 – Dicevamo un crollo, una emorragia, un salasso, una Caporetto. Chi più ne ha più ne metta. Vediamo i voti raccolti in questa tornata elettorale dai ragazzi di Grillo. In nessuna regione il Movimento ha raggiunto la doppia cifra in percentuale. Un vero e proprio fallimento. Ma vediamo regione per regione. In Veneto ha raccolto 79mila preferenze con ben 183 mila voti spariti nel nulla. In Toscana 113mila con 92mila svaniti. Nelle Marche 44mila preferenze con 89mila voti volatilizzati, mentre in Campania sono 165mila i voti che mancano all’appello (420mila nel 2015 contro i 255mila del 2020). In Puglia si è passati da 310mila a 165mila (-145mila), mentre in Liguria da 163mila a 48mila con una perdita di 115mila preferenze.

Sembra una barzelletta ma non lo è: mentre festeggiavano per il taglio dei parlamentari, Di Maio, Crimi e gli altri ragazzi del Movimento 5 Stelle non si accorgevano che grazie alle proprie scelte politiche stavano scomparendo dalla scena politica perdendo 2 elettori su 3 rispetto al 2015…