Un nuovo focolaio di proteste nel mondo. Dopo la Bolivia, Hong Kong e i gilet gialli di Parigi gli scontri sono scoppiati in Iran. Il motivo? Il governo ha annunciato a sorpresa un aumento drastico del prezzo del carburante, sostenendo che i benefici verranno redistribuiti alle famiglie in difficoltà. In un Paese petrolifero la cui economia è asfissiata dalle sanzioni Usa, il risultato è stato che da venerdì sera migliaia di persone sono scese in piazza in diverse città. A Sirjan sono stati registrati un morto e diversi civili feriti. E proteste si sono tenute anche a Machhad nel nord, nonché nel sud ad Ahvaz, Shiraz, Bandar Abbas, nell’est a Birjand e nel sudovest a Gachsaran, Abadan, Khoramshahr e Mahshahr.

GLI ARRESTI – Nella sola città di Yazd sono state arrestate 40 persone dopo uno scontro con la polizia durante le proteste contro il caro-benzina. A riportarlo l’agenzia di stampa semi-ufficiale Isna. I quaranta arrestati sono accusati di aver compiuto atti di vandalismo e la maggior parte di loro non sono persone del luogo, riferisce Isna citando il procuratore della provincia Mohammad Hadadzadeh.

UN POLIZIOTTO UCCISO – Durante gli scontri un poliziotto sarebbe morto dopo essere stato raggiunto da spari in scontri con “rivoltosi e delinquenti” nell’ambito delle proteste contro l’aumento dei prezzi del carburante a Kermanshah, nell’ovest del Paese. A riferirlo l’agenzia di stampa di Stato iraniana Irna, che citando il capo della polizia provinciale Ali Akbar Javidan identifica la vittima come Iraj Javaheri

LA RIFORMA CONTESTATA – Il governo iraniano ha annunciato un aumento di almeno il 50% del costo della benzina, che era finora fissato a 10mila rial, cioè meno di otto centesimi di euro. La riforma è stata presentata come una misura i cui benefici verranno redistribuiti alle famiglie in difficoltà. Ma il provvedimento ha subito scatenato divisioni, visibili anche sui social network, nonché all’interno della classe politica, che critica il momento scelto dal governo, a pochi mesi dalle elezioni legislative in programma a febbraio. L’Iran è uno dei Paesi in cui il carburante è più sovvenzionato: incoraggiato dai prezzi bassi, il consumo di carburante è elevato, vengono consumati 90 milioni di litri al giorno da 80 milioni di abitanti.

LA POSIZIONE DELL’AYATOLLAH – Il leader supremo dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, ha espresso il sostegno all’aumento dei prezzi della benzina, una decisione a sorpresa del governo che ha scatenato proteste in diverse città del paese. “Non sono un esperto e ci sono opinioni diverse, ma ho detto che se i leader dei tre rami prendono una decisione, la sostengo”, ha detto Khamenei, citato dalla televisione di stato.

Redazione