Gli episodi sotto inchiesta
Rocchi e caos arbitri: il designatore ad-interim, la FIGC e il commissariamento dell’AIA
Le indagini della procura di Milano su Gianluca Rocchi sono una naturale conseguenza di un dato di fatto: in alcune partite gli arbitri VAR non hanno preso decisioni in totale autonomia, in altre degli elementi di designazioni sospette aprirebbero le porte a presunti favoritismi. Su queste ultime gli indizi trapelati restano fumosi, sulle prime bisognerà accertare il perché.
Un semplice consulto? Paura di sbagliare? Influenze? Ci sono episodi che parlano da soli, nel più lampante – del quale circola anche il video – si vede il VAR Paterna durante Udinese-Parma guardare fuori dalla Sala di Lissone e chiedere: “È rigore?”. Per i pm si rivolgerebbe proprio designatore finito sotto inchiesta e ora auto-sospeso. Senza saltare a conclusioni affettate, il senso del VAR è stato sminuito per l’ennesima volta. A nulla è servita la rinnovata comunicazione arbitrale (a partire dal format video “Open Var” con la pubblicazione degli audio degli episodi tra direttori di gara e aiutanti in sala), né la rassicurazione che allo schermo sarebbero state messe anche figure più esperte, che per sopraggiunti limiti di età non avrebbero potuto più vedere il campo ma che davanti ad un monitor sarebbero state in grado di far tesoro della loro esperienza fino a fare del “varista” un lavoro vero. La parola “serenità” non è destinata a far parte della vita di un arbitro: una classe che non riesce a scollarsi di dosso una cospicua dose di fango.
Gli episodi sotto inchiesta
Tornando agli episodi contestati, Repubblica parla del “Gioca Jouer”. Così qualcuno avrebbe definito il linguaggio dei segni che avrebbe guidato i suggerimenti da dare ai fischietti in campo. Eventuali e ipotetici segnali che arrivavano “dall’altra parte del vetro”, quella non ripresa dalle telecamere, per suggerire a colleghi seduti come comportarsi e che che decisione prendere. Come giocare a tressette: una mano alzata che significava ”non intervenire”, un pungo chiuso che suggerisce il contrario. Ora negli hard disk della procura ci sono gli ultimi due anni di audio della control room di Lissone, e presto potrebbero arrivare anche delle testimonianze, come quella dell’ex arbitro Daniele Minelli all’AGI parla delle “bussate” – cose che il regolamento non permette – come di un qualcosa di noto.
La FIGC e il commissariamento dell’AIA
L’altra accusa a Rocchi è quella di aver scelto “arbitri graditi all’Inter”, come Colombo per la partita di campionato di Serie A tra il Bologna e i nerazzurri (20 aprile 2025: decisivo gol di Orsolini in pieno recupero), oppure aver escluso Daniele Doveri da un eventuale turno in finale di Coppa Italia (sempre nel 2025) della squadra milanese, assegnandolo alla semifinale. Rocchi oggi sarà sostituito con un designatore ad interim, in carica fino alla fine dei campionati. E poi c’è il caso di Antonio Zappi, condannato a 13 mesi di inibizione in primo e secondo grado per pressioni sui vertici degli organi tecnici di Serie C e Serie D (Ciampi Pizzi), a rassegnare le dimissioni: la conferma sulla sua inibizione arriverà domani. Il commissariamento dell’Aia – sul quale è competente FIGC – resta un’ipotesi probabile.
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