Calcio
Malagò e la corsa in FIGC: “Non so ancora se mi candido, serve l’appoggio di tutti. Ho già dimostrato di saper creare una squadra”
Giovanni Malagò rompe il silenzio sulla sua candidatura a prossimo presidente della FIGC. La corsa per il ruolo di numero uno della Federcalcio è entrata nel vivo oggi, giornata di incontri preliminari per iniziare a definire il voto delle rispettive componenti, indecise tra l’ex presidente del Coni e l’attuale commissario della Lega Nazionale Dilettanti, nonché ex Presidente FIGC, Giancarlo Abete. Il prossimo 22 giugno infatti gli elettori si riuniranno al tavolo per esprimere la loro preferenza, ognuno con un peso diverso: al 34% peserà la Lega dilettanti, per il 20% l’asso–calciatori, per il 18% la Lega Serie A (che ha già ufficializzato il sostegno a Malagò), per il 12% la Lega Pro, per il 10% l’asso-allenatori e per il 6% la Lega Serie B. Proprio dopo una prima preferenza “ufficiosa” della Lega Serie A per il manager romano, è stata convocata oggi a Milano una assemblea ad hoc tra i 20 club del massimo campionato. In 19 avevano già dato il loro ok, con Lotito (SS Lazio) unico contrario: è stata l’occasione per sintetizzare in un documento i punti delle prossime riforme.
Malagò: “Non so ancora se mi candido, serve l’appoggio di tutti. Ho già dimostrato di saper creare una squadra”
“Ho avuto un confronto con la Lega Serie A e ne seguiranno altri”, ha detto Malagò al termine della giornata. “Oggi incontrerò il presidente della Serie B, domani quello della Lega Pro e, entro la fine della settimana, vedrò anche i rappresentanti di giocatori e allenatori. La federazione è un organismo complesso che deve tenere conto degli interessi di tutti, e conosco bene questo contesto. Non ho ancora deciso se portare avanti la mia candidatura: prima voglio ascoltare anche le altre parti coinvolte. Probabilmente non prenderò una decisione entro pochi giorni”. Malagò ha aggiunto di voler concludere gli incontri, riflettere e chiarire le idee. “Sarà fondamentale anche un confronto con il presidente Abete. Solo dopo potrò definire un programma: se non ci sarà condivisione da parte delle altre componenti, ringrazierò la Lega Serie A e mi tirerò indietro. Se oggi si parla di un nuovo presidente della Federazione è anche a causa della recente eliminazione dell’Italia dal Mondiale. Per quanto riguarda la capacità di costruire e coordinare una squadra – intesa non come quella in campo, ma come struttura organizzativa – penso di aver dimostrato nel corso della mia carriera di saper ottenere risultati, pur sapendo che nello sport nulla è mai garantito”.
Il prossimo Round per la corsa a presidente
In vista di prossimi imminenti round di confronto di Malagò con i Presidenti di Serie B e C, anche Abete seguirà lo stesso iter. Il 13 maggio scadrà il termine ultimo per depositare la candidatura: alle elezioni però potrebbe correre anche solo un candidato unico, così come già successo l’ultima volta con Gravina, con l’avversario pronto ad alzare bandiera bianca davanti alla certezza di non essere eletto. I conti si fanno ora.
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