Dopo la violenta evasione di un detenuto, con la morte di tre agenti penitenziari, la Normandia è stata scossa da un altro episodio violento. Questa mattina a Rouen, una sinagoga è stata data alle fiamme da un uomo, che ha tirato una bottiglia molotov dentro la struttura. Dopo aver appiccato il fuoco si è scagliato contro degli agenti di polizia con un coltello, ma è stato ucciso da uno di loro. E il ministro francese dell’Interno Gerald Darmanin ha espresso gratitudine nei confronti del poliziotto che ha sparato, annunciando una sua onorificenza.

Rogo sinagoga Rouen, le parole del ministro Darmanin: atto antisemita

“Voglio qui rallegrarmi con lui e dirgli che verrà decorato dalla Repubblica per il suo sostegno alla protezione dei luoghi di culto e delle persone. Ha fatto uso della sua arma di servizio e voglio dire che ha avuto ragione”, ha dichiarato Darmanin, in occasione di un punto stampa a Rouen.

Il ministro francese ha anche definito l’attacco alla sinagoga di Rouen un “atto antisemita che colpisce un luogo sacro per la Repubblica”. Darmanin ha quindi condannato le azioni violente “inaccettabili e ignobili”. La sinagoga è stata danneggiata in maniera importante, nonostante l’incendio sia stato domato in maniera celere.

Rogo sinagoga Rouen, chi è l’uomo che ha appiccato il fuoco

L’uomo che ha tentato di incendiare la sinagoga di Rouen, in Francia, era oggetto di un mandato di espulsione dal territorio nazionale francese. Ma aveva presentato ricorso “alle giurisdizioni amministrative” per un titolo di soggiorno. Da alcune settimane era stato inserito nello schedario delle persone ricercate, perché lo scorso gennaio il suo ricorso era stato respinto Il 29enne era di origini algerine e aveva minacciato con un coltello gli agenti accorsi sul posto.

Redazione

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