Il provvedimento risale allo scorso autunno ma è diventata operativa il mese scorso, in piena emergenza sanitaria. E così, l’aumento degli stipendi per alcuni dirigenti Ama ha scatenato la bufera in Campidoglio con un’interrogazione, firmata dalle opposizioni, alla sindaca Virginia Raggi che ora è chiamata a fugare ogni dubbio.

Per i sindacati, infatti, il provvedimento non è linea con lo stato economico della partecipata romana e, soprattutto, poco appropriato rispetto alla situazione generale del Paese. Proprio i rappresentati dei lavoratori da settimane chiedono più impegno all’Ama per tutelare la salute di chi si occupa della raccolta dei rifiuti della Capitale.

“Quando dilaga l’emergenza sanitaria – scrive in una nota il gruppo Pd in Campidoglio – quando gli operatori non hanno neppure adeguate protezioni per svolgere in sicurezza il proprio lavoro, quando i bilanci ancora attendono di essere approvati e quando vengono convocati i sindacati sull’eventuale introduzione della cassa integrazione anche in Ama, cosa fanno i vertici dell’azienda? Aumentano lo stipendio a due quadri e un dirigente. Il tutto, nel silenzio di una amministrazione irresponsabilmente scollata dalla realtà di questo momento storico e colpevolmente ignara della drammatica situazione delle municipalizzate, su cui invece la Giunta Raggi dovrebbe avere un controllo vigile e serio”.

“Ci chiediamo se fosse veramente necessario questo affronto alla cittadinanza romana, mentre altre grandi aziende invitano la dirigenza a ridimensionare il proprio stipendio e chiedono sacrifici ai lavoratori” scrive il capogruppo della Lega in Consiglio. “È inconcepibile abbassare la testa davanti a queste scelte, che gettano ulteriore vergogna su un’azienda che naviga in cattive acque già da diversi anni. Il Sindaco invece di fare inutili show per le strade della Capitale, si occupi di ciò che i suoi uomini fanno sotto il suo naso. Le stesse persone che da settimane non rispondono neanche ai nostri accessi agli atti”.