L’ultimo singolo ‘Si perd a te’ ha superato le 700mila visualizzazioni su YouTube in appena due settimane. Rosario Miraggio, cantante orgogliosamente napoletano, si conferma così uno dei cantanti napoletani più apprezzati. Classe 1986, in pochi anni ha raggiunto il successo e oggi le sue canzoni riecheggiano da Nord a Sud. La sua forza? “Sono napoletano e ne vado fiero – ha detto – Ho cantato tante canzoni anche in italiano, mi sono esibito in TV con ‘Prendere o lasciare’, ma resto fedele alla mia lingua: la stessa cosa la puoi dire in italiano e non avere lo stesso effetto, non dare la stessa idea”.

Le radici musicali di Rosario Miraggio provengono dalla tradizione della canzone classica napoletana. Il suo nome d’arte o meglio cognome d’arte (all’anagrafe Rosario Tassaro, ndr) lo ha ereditato da suo padre Franco Miraggio. “Mio padre era figlio della musica classica napoletana, di Sergio Bruni – racconta il cantante – incise una canzone che si intitola ‘Nu miragg’. Ebbe successo e cambiò il suo nome da Gaetano Tassero a Franco Miraggio”.

E così Rosario non ha mai tradito la vocazione di famiglia, innovando la tradizione della musica napoletana ma senza mai allontanarsene. ‘Si perd a te’ è il suo ultimo singolo in cui racconta l’amore in un momento complicato come la pandemia. Rosario sente la napoletanità scorrergli nelle vene e non ha mai voluto lasciare la sua Napoli. È qui che ha ambientato anche il videoclip musicale del brano. “Girare qui è tutta un’ altra storia”, dice.

“Il brano sta avendo successo – dice il cantante – questo vuole dire che le persone riescono a ricevere i messaggi che io voglio trasmettere. E chi non è napoletano è ancora più fan perché sono incuriositi dai testi e dalle melodie che solo noi a Napoli riusciamo a fare. Lo dice la Storia: La canzone napoletana è la canzone italiana nel mondo”.

“Molti anni fa ho iniziato a girare l’Italia con la mia musica – racconta – il primo concerto fu a Milano, poi Torino, Reggio Emilia e poi anche Germania, Belgio e Svizzera dove ogni anno mi esibivo e spero di tornare presto, quando la pandemia sarà finita”. Per Miraggio essere napoletano è una marcia in più e non ci sta a sottostare all’opinione comune che accomuna i cantanti neomelodici alla camorra: “La nostra musica non è camorra come Napoli non è Gomorra – dice – Faccio un esempio: nel mondo del calcio ci sono gli ultras e i tifosi violenti e ci sono anche i tifosi civili che vanno allo stadio per vedere la partita e divertirsi. Non è giusto che i primi mettano il sopravvento sul secondo. Questo succede anche nella musica”.

“Il numero delle visualizzazioni che riescono a raggiungere brani come ‘Si perd a te’ testimonia che la musica che facciamo a Napoli non deve essere discriminata ma anzi ci sono anche occasioni in cui viene valorizzata. Purtroppo la parte marcia fa più notizia di quella sana. Quando mi chiedono ‘chi sei un neomelodico, un rapper,…?’, io rispondo semplicemente: sono un cantante nato a Napoli e basta”, conclude Miraggio.

Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Tra le varie testate con cui ha collaborato il Roma, l’agenzia di stampa AdnKronos, Repubblica.it, l’agenzia di stampa OmniNapoli, Canale 21 e Il Mattino di Napoli. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. E’ autrice del documentario “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.