“La formazione come risposta strutturale alla carenza di personale sanitario e la cooperazione internazionale come strumento per rafforzare il sistema sanitario italiano”. È quanto ha dichiarato Pino Galati, segretario generale dell’IILA (Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana), intervenendo ieri alla conferenza di presentazione dell’Avviso FEMI 2026.01 di FondItalia, dedicato alla formazione di operatori sanitari provenienti da Paesi terzi.

L’iniziativa affronta una delle principali criticità della sanità italiana: la crescente difficoltà nel reperire medici, infermieri e personale qualificato. Una situazione che, come ricordato da Galati, “incide direttamente sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini, determinando liste d’attesa più lunghe, maggiore pressione sugli operatori e un progressivo indebolimento dell’assistenza territoriale e ospedaliera”. L’Avviso FEMI, ha ricordato Galati, “ha il merito di non limitarsi a individuare il problema, ma di proporre una soluzione concreta attraverso il finanziamento di percorsi formativi destinati a cittadini residenti in Paesi terzi, con l’obiettivo di favorirne l’inserimento nelle strutture sanitarie aderenti a FondItalia”.

Il punto qualificante del progetto non è il semplice reclutamento di personale straniero, ma la costruzione di un percorso completo di formazione professionale, linguistica e culturale. “La sanità – ha spiegato Galati – non è fatta soltanto di competenze tecniche, ma anche di capacità relazionale, ascolto ed empatia. Da qui la necessità di preparare i futuri operatori non solo sul piano professionale, ma anche alla conoscenza del contesto organizzativo e sociale italiano”. Particolare attenzione è stata dedicata alla scelta dell’Argentina come primo Paese coinvolto nella sperimentazione, una decisione dal forte valore simbolico e strategico, considerati gli storici legami che uniscono Italia e Argentina attraverso milioni di cittadini di origine italiana e consolidate relazioni culturali, economiche e sociali.

In questo contesto assume un ruolo centrale l’IILA, organismo impegnato da anni nel rafforzamento dei rapporti tra l’Italia e i Paesi dell’America Latina, favorendo il dialogo tra istituzioni, università, imprese e sistemi formativi. La collaborazione con gli atenei argentini rappresenta, ha aggiunto Galati, “un esempio concreto di cooperazione fondata sullo scambio di competenze e sulla valorizzazione del capitale umano”. Galati ha inoltre sottolineato il valore del partenariato che sostiene il progetto, promosso da FondItalia insieme a Federterziario, UGL, AIOP e agli organismi della formazione.

In conclusione, Galati ha espresso l’auspicio che la sperimentazione avviata in Argentina possa trasformarsi in una buona pratica replicabile anche in altri settori caratterizzati da una forte carenza di professionalità. “Formare oggi nuovi operatori sanitari significa garantire domani servizi migliori, più efficienti e più vicini ai cittadini, rafforzando al tempo stesso i rapporti di cooperazione tra l’Italia e l’America Latina”.

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