Sanremo sì, Sanremo no: e la questione del pubblico in sala fa esplodere definitivamente il caso del Festival. Che diventa politico, mentre sono in corso le riunioni tra il direttore artistico del Festival Amadeus e Rai1. Il conduttore starebbe pensando alle dimissioni – come riportano diversi media e stampa – dopo che stamattina il ministro Dario Franceschini ha chiuso all’utilizzo delle comparse per la platea del teatro Ariston. Una condizione cui Amadeus stava lavorando da tempo. Io me ne andrei, insomma. Una bufera.

La 71esima edizione del Festival si terrà dal 2 a 6 marzo. Con Amadeus anche Fiorello a guidare la cinque giorni di spettacolo. Co-conduttrici per una sera la cantante Elodie e l’attrice Matilda De Angelis. Ospiti fissi il cantante Achille Lauro e il calciatore Zlatan Ibrahimovic. La prima serata la super-modella Naomi Campbell. Il direttore artistico lavorava a un pubblico di figuranti, contrattualizzati. “Io sono sempre stato chiaro o Sanremo si fa in sicurezza – perché la salute viene al primo posto – oppure non si fa. Abbiamo l’esempio di Sanremo Giovani: è stato fatto in un teatro piccolo, con tanti cantanti e tecnici che si sono avvicendati sul palco. È andato tutto bene: non abbiamo avuto mezzo problema. Se il protocollo sanitario è preciso le cose si possono fare”, aveva detto Amadeus in un’intervista a Il Corriere della Sera.

Oggi la doccia fredda, con un post sui social netwok del ministro Dario Franceschini. “Il Teatro Ariston di #Sanremo è un teatro come tutti gli altri e quindi, come ha chiarito ieri il ministro (della Salute, ndr) Roberto Speranza, il pubblico, pagante, gratuito o di figuranti, potrà tornare solo quando le norme lo consentiranno per tutti i teatri e cinema. Speriamo il prima possibile”. Proprio alla luce di questo tweet Amadeus avrebbe cominciato a ragionare intorno alle dimissioni da direttore artistico.

 

Mentre è in corso la riunione in Rai, l’ad di Viale Mazzini Fabrizio Salini è impegnato nella riunione del Cda che vede il caso Sanremo tra i punti all’ordine del giorno. Va comunque ricordato che con le restrizioni dovute alla pandemia e il divieto di ospitare il pubblico in studio, in questi mesi la soluzione dei ‘figuranti’ è stata ampiamente utilizzata in molteplici programmi televisivi, da X Factor di Sky ai format di Mediaset, come Amici di Maria de Filippi.

Per forza di cose sarà una kermesse anomala, per restrizioni e misure di sicurezza. Non ci saranno tutti gli eventi e le aree stampa come di solito succede nei giorni del Festival. Molte soluzioni sono ancora da chiarire. Tramontata, ma non affondata del tutto, come aveva anticipato lo stesso Amadeus, l’ipotesi della nave quarantena per ospitare artisti e addetti ai lavori. Il punto più dibattuto del caso Sanremo resta comunque quello del pubblico: il Festival con la platea sarebbe un precedente e una possibilità per portare alle istituzioni di ri-aprire cinema, teatri, o concerti; o un’ingiustizia per tutte le attività del settore culturale ferme da mesi a causa della pandemia?

Punto della questione sta proprio nell’Ariston, un teatro o uno studio televisivo? I teatri sono chiusi, il pubblico è ammesso negli studi tv, secondo le Faq del governo, “in quanto alle trasmissioni televisive non si applica il divieto previsto per gli spettacoli, perche’ la presenza di pubblico in studio rappresenta soltanto un elemento ‘coreografico’ o comunque strettamente funzionale alla trasmissione”, ferme restando le norme di distanziamento.

Antonio Lamorte