“Questa cosa c’è e va eliminata e poi dimenticata, ma affrontarla con il muso non la farà risolvere prima”. È questo lo spirito con cui Rossella Scarpa, 32 anni, di Eboli, sta affrontando una brutta storia: a luglio ha scoperto di avere un tumore al seno. Una brutta malattia che Rossella sta affrontando con coraggio e determinazione. E su Facebook ha deciso di condividere la sua storia affinchè possa essere utile a tante altre donne. E lancia un appello: “Se volete fare qualcosa per me, se volete veramente fare qualcosa che mi faccia stare bene… toccatevi le tette”.

“Vi voglio strappare una risata ma sono molto seria – continua nel post – Io me ne sono accorta facendo la doccia. Sicuramente la mia situazione rispetto allo standard è un’eccezione. Una sfortunatissima eccezione. Ho 32 anni, non ho familiarità per tumore al seno e non ho nessuno dei fattori di rischio elencati nella carta d’identità del ‘carcinoma al seno’. Ma perché preoccuparvi di non essere o essere un’eccezione quando potete prevenire il male e non preoccuparvene proprio?”

L’ecografia con il Servizio Sanitario Nazionale costa 36€, praticamente quanto una cena in pizzeria (per tutti i miei amici da levante a ponente, cena in pizzeria a Milano per 2 o cena in pizzeria al sud con 18 parenti e amici). Poi toccarvi le tette è gratis. Fate un po’ voi. Fatelo. La mia non è una richiesta, non c’è democrazia in questo post”.

Rossella ha raccontato la sua storia. Lo ha fatto con la sua ironia ma le sue parole sono profonde, importanti e arrivano dritte al punto. Dopo 10 giorni dalla diagnosi è stata operata e dopo la biopsia ha scoperto di avere un carcinoma maligno infiltrante. “Per non farci mancare nulla, siccome sono giovane e sfigata, data la velocità di riproduzione delle cellule tumorali vai giù di chemioterapia e radioterapia. Mentre la mia oncologa mi illustrava tutti gli effetti collaterali che probabilmente avrei dovuto sopportare come la nausea, il vomito, la febbre, i tremori, le parestesie e chi più ne ha più ne metta, le uniche cose alle quali io pensavo, in fila per sei con il resto di due, sono state: 1. Cosa succederà alla mia vita? 2. Cosa penseranno le persone? 3. Cosa succederà al mio aspetto?”.

“Però c’è da considerare che una diagnosi di tumore al seno non solo sconvolge la tua intimità – sì, perché ti tolgono un pezzo di tetta e sì, perché hai le cicatrici sul seno e in sede ascellare, sì perché sei donna e devi prenderti cura della tua fertilità prima, durante e dopo – sconvolge anche il modo in cui tu ‘ti vedi’ e ‘ti vedono gli altri'”. Rossella ha raccontato al Riformista che sono state due le cose che l’ hanno distrutta maggiormente. “La prima, all’inizio appena saputo, io e mio marito stavamo provando ad avere un figlio e ho dovuto rinunciare ad averlo almeno per i prossimi anni. E questa è stata la prima botta grande. La seconda i capelli. Tagliarli e sapere che dovranno cadere…questa cosa mi fa proprio incazzare perché io ho sempre amato i miei bellissimi capelli lunghi e biondissimi”.

Spesso le persone che vogliono bene a qualcuno che scopre di avere un tumore sente il bisogno di incoraggiare la persona cara dicendo frasi tipo “i capelli poi ricrescono”. Ma Rossella sfata il mito che questo possa fare bene, anzi sono insopportabili da ascoltare. “Davvero, non lo dite – ha detto – non lo dite mai”. E aggiunge: “Patti chiari e amicizia lunga: se volete scrivermi, fatelo senza problemi… ma sempre con il sorriso e con positività. Altrimenti non vi risponderò, sappiatelo”. E questa è una grande lezione per chi, in questi casi, pensa di fare bene e invece sbaglia ma è difficile dirglielo.

Nonostante la brutta botta Rossella va avanti con coraggio. Sa che nei prossimi anni dovrà affrontare una battaglia dura ma è una donna forte e coraggiosa e vuole avere la meglio. “Sto imparando ad accettare che ci sarà sempre qualcosa di diverso da affrontare, al quale non ero preparata. Ma questa è un po’ la vita… che spesso ti prende a calci senza un motivo e tu le urli ‘Oh! Ma che ti è preso? Stai calma, che mi fai male!’”. Per chi scrive tagliare le sue parole è davvero difficile perchè sono tutte importanti per parlare di tumore e prevenzione, temi troppo importanti e di cui si parla troppo poco o male. O senza la delicatezza e la lucidità che invece Rossella riesce ad avere perchè rapportarsi con la malattia è sempre dura.

“Ovviamente non ero nemmeno preparata a una diagnosi di tumore al seno, ma guardandomi allo specchio mica lo vedevo. Quando ho tagliato i capelli mi sono sentita per un momento ‘nuda’ e ‘debole’; ho dovuto fare ricorso a tutta la mia energia, che non mi abbandona mai, per non arrendermi alla tristezza. E devo dire che lo sto facendo con una buona dose di serenità. Ma non prendiamoci in giro. Non è semplice e non sarà semplice. Non lo è mai”.

“Ringrazio tantissimo il dottor Toesca dell’IEO di Milano che oltre ad essere stato impeccabile nell’intervento è stato, prima e dopo, di una delicatezza e una cura nei miei riguardi infinita. E poi ringrazio anche il dottor Peccatori, primario del centro fertilità IEO, che mi ha rassicurato sulla possibilità di avere un figlio. Prima di iniziare la chemio ho fatto una piccola operazione per essere sicura al 1000% di riuscirci”. E ci riuscirà perchè Rossella è una vera combattente.

Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Tra le varie testate con cui ha collaborato il Roma, l’agenzia di stampa AdnKronos, Repubblica.it, l’agenzia di stampa OmniNapoli, Canale 21 e Il Mattino di Napoli. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. E’ autrice del documentario “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.