Come cambiano le cose in soli due anni. Era il luglio 2018 quando Alessandro Di Battista, l’ex deputato del Movimento 5 Stelle e attualmente leader del fronte più movimentista dei pentastellati, su Facebook lanciava le sue accuse contro le “scorte pazze”, una “vergogna tutta italiana” che l’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini veniva invitato a risolvere.

Parole che cozzano con quelle delle ultime 24 ore pronunciate da autorevoli esponenti del Movimento e dal capo politico reggente Vito Crimi, che si sono immolati in difesa dei pentastellati Pierpaolo Sileri e Lucia Azzolina, rispettivamente viceministro della Salute e ministro dell’Istruzione, entrambi finiti sotto scorta per minacce.

La decisione delle Prefetture di sottoporre a sorveglianza i due politici del Movimento 5 Stelle, oltre al governatore leghista della Lombardia Attilio Fontana, deriva ovviamente dalla necessità di tenere alta l’attenzione in un momento di grande tensione sociale, esattamente come accadeva due anni nei casi denunciati da ‘Dibba’.

Ma cosa diceva nel 2018 l’ex deputato grillino? Su Facebook Di Battista definiva le scorte “pazze una vergogna tutta italiana. Non si tratta solo di sprechi, si tratta di privilegi e di forze dell’ordine sottratte al loro compito: quello di difendere i cittadini, non i’“potenti’”. Di Battista poi se la prendeva con i giornalisti, o meglio con una parte della categoria: “Magistrati e giornalisti minacciati ne hanno tutto il diritto. Tra l’altro ci sono giornalisti di frontiera, sconosciuti, che rischiano la vita davvero. Ma vogliamo parlare dei direttori di La Repubblica, La Stampa, Libero o Il Giornale? E poi Bruno Vespa? Ma stiamo scherzando? Con quel che guadagnano se la pagassero da soli la scorta”.

Quindi l’attacco ai politici sotto scorta: “La Boschi sotto scorta? Gasparri? Capisco che scrivere quelle scemenze su twitter l’abbia reso antipatico ma uno come lui merita al massimo un vaffanculo per strada, nulla di pericoloso insomma. E poi “ciaone” Carbone sotto scorta? Io mica lo sapevo. Fatemi capire vengono scortati perchè stanno sui coglioni agli italiani? E poi ad un magistrato come Ingroia viene tolta? Siamo seri, Ingroia può stare simpatico o meno (per me la sua entrata in politica è stato un grandissimo errore e lo sa bene anche lui) ma ha indagato, avendo ragione tra l’altro, sulla trattativa Stato-Mafia, trattativa reale, vera, accaduta. Avrò fatto centinaia di comizi facendo spesso una battuta sulla scorta della Boschi (“non serve a difendere lei dai cittadini ma noi da lei”) ma adesso basta. Gli oltre 2000 agenti impegnati in questa roba hanno il diritto di fare il loro lavoro. Non sono entrati in Polizia per scortare i responsabili del declino dell’Italia. Salvini ha il dovere di intervenire immediatamente”.

La battaglia di Dibba era fortemente sostenuta anche dall’universo grillino, tra base e parlamentari. Gli stessi che ora, giustamente, sono insorti a difesa dei colleghi minacciati e per questo legittimamente sottoposti a protezione.