Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, parla anche della ripartenza della scuola in audizione in commissione Cultura alla Camera. “L’obiettivo è riaprire le scuole ma anche continuare a tenerle aperte”, ha spiegato non nascondendo le preoccupazioni del Cts e del governo. “E’ frustrante sapere che non siamo in grado di dare certezze granitiche nella pianificazione di medio e lungo periodo”.

Quanto alle linee guida Miozzo ribadisce che “nella nostra analisi i tre pilastri (distanziamento, mascherine e igiene) rimangono tali. E sono condivisi nell’intera comunità internazionale. Il distanziamento è fondamentale, ci siamo adeguati alle indicazioni dell’Oms che cita il metro come minimo. E’ importante sottolineare che la società italiana di pediatria dichiara che non esiste anche per bambini piccoli un problema nel vestire la mascherina, non è dannosa. Abbiamo dei riferimenti che abbiamo voluto definire, dai sei anni in su”, ha detto Miozzo. “Suggeriamo – ha continuato – che i bambini dai 6 ai 10 anni indossino la mascherina nel movimento da casa a scuola, all’entrata di scuola e nel movimento fino in classe. Quando sono al banco, se sono distanziati di almeno un metro, non devono indossarla”.

NO ALLA MISURAZIONE TEMPERATURA A SCUOLA – Ribadito il no alla misurazione della temperatura a scuola. “Non siamo contrari alla misurazione della temperatura a scuola – spiega Miozzo – ma ci sono problemi tecnici che rendono questo esercizio veramente complicato. Si creerebbero code che comportano aggregazioni che stiamo cercando di evitare”.

MASCHERINE E TEST SIEROLOGICI – Tutti gli operatori scolastici invece “devono indossare la mascherina”, spiega il coordinatore del Cts. “Stiamo valutando un tipo di mascherina per gli operatori con una parte trasparente al centro, per consentire ai ragazzi di visualizzare il movimento labiale dell’insegnante”, ha sottolineato Miozzzo, che ha rimarcato come da zero a 6 anni non c’è necessità di portare la mascherina. Discorso che cambia per gli studenti sopra i 10 anni, cioè alle medie e alle superiori, per i quali c’è l’obbligo di indossare la mascherina. Ma se gli studenti sono distanziati di un metro e seduti, la possono togliere. Per gli alunni andranno bene anche quelle in stoffa “con Batman o Superman disegnato sopra”, prova ad ironizzare Miozzo.

Sui test sierologici per tutto il personale il coordinatore del Cts invece spiega: “Io, Agostino Miozzo, li avrei resi obbligatori, purtroppo è una procedura invasiva”.

SUI TRASPORTI PALLA AL MIT – Sul nodo trasporti, tra i più delicati nello scontro tra Regioni ed esecutivo, Miozzo spiega che il Cts ha dato indicazioni “che stiamo formalizzando al Mit, che valuta e analizza gli studi e le verifiche effettuate sui contagi sui trasporti pubblici. Quello che c’è di scientificamente rilevante nella comunità internazionale e dato suggerimenti sull’uso delle mascherine. Abbiamo dato indicazioni sulla riorganizzazione degli orari di ingresso e uscita a scuola e suggerito i dispenser di igienizzanti a bordo. Questo porta a rendere compatibile un uso adeguato al trasporto pubblico destinato ai ragazzi e alle strutture”, ha precisato Miozzo.

CON SCUOLE APERTE  AUMENTO DEI CASI – “Il momento scuola, creando aggregazione di milioni di giovani e insegnanti, potrebbe produrre un lieve incremento dell’indice di trasmissione”. È quanto si aspetta Miozzo con le riaperture, spiegando che però “in questo momento il trend è sotto controllo anche se in numeri sono in ascesa”.