Ancora nessuna soluzione nella maggioranza di Governo sul nodo scuola: dopo oltre due ore di confronto avvenuto nella serata di venerdì, la maggioranza continua ad essere divisa su come assumere i docenti.

Pd e Leu spingono per un’assunzione tramite graduatorie esistenti, il Movimento 5 Stelle e Italia Viva, in una “insolita alleanza”, vorrebbero un concorso, che però potrebbe essere rischioso organizzare specie in caso di una ripresa dei contagi. Fonti grilline al termine dell’incontro hanno reso noto che l’accordo sarebbe possibile tramite un concorso che garantisca il merito, ma al momento l’intesa non è stata ancora raggiunta.

Una nuova riunione si dovrebbe tenere oggi a Palazzo Chigi, col premier Giuseppe Conte che avanzerà una proposta di mediazione per arrivare ad un accordo tra le parti.

Uno dei nomi forti del M5S, il viceministro al Mise Stefano Buffagni, ha chiarito bene la posizione dei pentastellati sul caso scuola: “I nostri ragazzi, gli studenti di oggi, rappresentano il futuro del nostro Paese. Meritano un’educazione di assoluto valore che deve arrivare loro attraverso una scuola di qualità e al passo coi tempi. No ai ricatti, no concorsi per soli titoli”.

Sulla sfondo c’è la rabbia dei sindacati, con Cgil, Uil e Snals che sono già dette pronte alla mobilitazione e a proclamare uno sciopero se non si deciderà di attuare il concorso per titoli, la proposta di Pd e Leu. Uno sciopero contro il governo che paradossalmente viene appoggiato dallo stesso Partito Democratico, come annuncia Andrea Marcucci, capogruppo Dem al Senato: “In questa situazione di emergenza, e con tutte le difficoltà che sta registrando la scuola, sono comprensibili le ragioni che stanno convincendo i sindacati ad indire uno sciopero”, scrive su Twitter il senatore.

Il problema per la maggioranza, ancora una volta divisa su un tema chiave, sono anche i tempi: il decreto scuola all’esame del Senato deve passare all’esame della Camere a fine mese e deve essere approvato entro il prossimo 7 giugno.