Niente didattica a distanza ma uno screening di massa per il rientro a scuola degli studenti dopo le vacanze di Natale. E’ quanto chiesto nel corso della cabina di regia, in programma giovedì 23 dicembre a palazzo Chigi a Roma, al generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario per l’emergenza covid-19. Questa una delle ipotesi al vaglio dell’Esecutivo che, come ribadito anche nelle scorse ore,  esclude un ritorno alla Dad o un prolungamento delle vacanze richiesto a causa dell’aumento vertiginoso dei contagi nelle ultime settimane. Richieste queste ultime due avanzate anche dai governatori oltre che dai sindaci.

Durante la cabina di regia tra il premier Mario Draghi e le forze di maggioranza -rivelano alcune fonti di governo- si è affrontata la questione, con numeri alla mano. Stando a quanto già dichiarato dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, il comparto scolastico sta reagendo bene alla quarta ondata di Covid-19 e alla variante Omicron. Il Governo al momento non è favorevole alla proposta dei sindaci di introdurre il green pass obbligatorio a scuola.

“L’allungamento vacanze natalizie è una misura sbagliata. La scuola è il comparto che con più prontezza ha risposto all’invito alla vaccinazione. C’è una risposta da dare al Covid che è, appunto, la vaccinazione. I positivi nelle scuole sono sotto allo 0,50%, le classi in quarantena sono 10 mila su 400 mila”. Il problema, ha spiegato il Ministro, “è cosa avviene fuori dalla scuola”. Bianchi è perciò intenzionato a concludere l’anno scolastico assicurando la didattica in presenza, grazie alla protezione assicurata dai vaccini. “Il vero strumento per evitare il ritorno alle quarantene è la vaccinazione”.

Rassicurazioni sono arrivate anche dal premier Mario Draghi nella conferenza stampa di fine anno all’ordine dei Giornalisti: “Dobbiamo difendere la normalità raggiunta che vuol dire scuola in presenza, niente chiusure ed una socialità. Per farlo dobbiamo prendere tutte le precauzioni possibili e domani si discuterà di questo. Dobbiamo capire cosa fare per rallentare la diffusione del virus: mascherine all’aperto, l’uso di mascherine Ffp2. Non è escluso l’uso del tampone perché c’è un periodo in cui la protezione decresce. In quel periodo può  essere utile fare i tamponi” anche ai vaccinati, ha aggiunto.

I sindaci intanto continuano a chiedere il green pass a scuola. Portavoce di questa richiesta è il presidente delle Autonomie Locali Italiane, e sindaco di Pesaro, Matteo Ricci. “I sindaci – scrive in una nota – hanno ben chiara la situazione sui loro territori, che è inequivocabilmente critica e molto preoccupante, per questo abbiamo chiesto nei giorni scorsi attraverso un appello al premier Draghi, al ministro della Salute Speranza e al ministro dell’Istruzione Bianchi provvedimenti urgenti per introdurre il Green Pass nelle scuole. Dobbiamo evitare in ogni modo, con qualsiasi strumento, di tornare indietro e chiudere le scuole”.

Ricci ha riportato i dati allarmanti dei contagi di Covid-19: secondo l’Istituto Superiore di Sanità, il 28% dei nuovi casi si verifica in età scolare, l’incidenza tra i 5 e 11 anni è la più alta di tutte e abbiamo già 10mila classi in Dad. A fronte di questi numeri, il presidente delle Autonomie Locali Italiane chiede l’introduzione del green pass per gli studenti nelle scuole. “Il governo ha parlato di rischio scuole chiuse fino a metà gennaio”, è l’allarme lanciato da Ricci.

Per allontanare lo spettro della didattica a distanza che, come dimostrato da alcuni esperti, ha avuto ripercussioni sull’apprendimento e sullo stato psicologico dei giovani, Bianchi tira dritto sulla necessità di tenere aperte le scuole. L’obiettivo, per il ministro, è assicurare ai ragazzi dell’ultimo anno delle scuole superiori un esame di maturità “serio”. Entro gennaio, assicura il responsabile dell’istruzione, verranno comunicate le modalità della prova finale. “Di sicuro faremo un esame serissimo per cui i ragazzi studino e si preparino bene”, ha sottolineato Bianchi.

 

Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.