“Noi possiamo e dobbiamo lavorare perché le scuole riaprano, ma è chiaro che se abbiamo una esacerbazione e una crescita dei casi, si riapre un enorme punto interrogativo, perché di fatto in queste condizioni le scuole potrebbero essere fonte di nuovi focolai”. A premere sul freno dei proclami e dell’entusiasmo, a proposito delle riaperture delle scuole del prossimo 14 settembre – in realtà gli istituti riapriranno già dal primo del mese per recuperare le insufficienze – è Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza e ordinario di Igiene Generale e Applicata all’Università Cattolica di Roma.

In un’intervista al Messaggero Ricciardi ha ipotizzato – meno ottimista rispetto alle dichiarazioni della ministra della Salute Lucia Azzolina e del membro del Comitato Tecnico Scientifico e Presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli – che qualora i contagi dovessero aumentare le scuole potrebbero non riaprire il mese prossimo. Nessuna Regione è immune al momento, tutte le situazioni vivono una simile situazione di rischio, ha aggiunto.

Bisognerà capire, secondo Ricciardi, se la curva dei contagi subirà delle flessioni dopo la chiusura delle discoteche e le limitazioni alla movida e, soprattutto, si dovranno fare “tutti gli sforzi possibili e immaginabili per riaprire le scuole, e questo significa che serve che da una parte le persone abbiano comportamenti adeguati e che le autorità si preparino adeguatamente”.

LE CRITICHE DEI PRESIDI – In un’altra intervista al Messaggero, e ieri durante la presentazione del vademecum per l’annualità 2020-2021, il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi Antonello Iannelli ha criticato la gestione e la produzione dei banchi monoposto, quella delle aule ancora da reperire, la responsabilità penale dei presidi da ridiscutere.