“Il Comitato tecnico scientifico si è detto d’accordo dal punto di vista scientifico sulla modifica richiesta dalla Figc, ma bisogna cambiare la norma che è contenuta in un decreto legge. O si fa un emendamento oppure si mette in un prossimo decreto”. È l’opinione di Vincenzo Spadafora, il ministro dello Sport, su una questione che sembrava risolta e invece è ancora centrale nella fase di ripartenza del calcio: la quarantena.

Lo scorso 12 giugno era stato reso noto che il Cts aveva dato il via libera al modello Bundesliga tedesca: in caso di un positivo al coronavirus tra giocatori e staff, non sarà necessario che l’intera squadra in quarantena per due settimane. Il positivo verrà isolato e il resto della squadra sottoposto a tampone rapido. Nel caso in cui tutti siano negativi e per consentire al club in questione di giocare verrebbero fatti ulteriori due test, prima e dopo la partita, per essere sicuri al 100% che non ci siano altri contagiati.

Secondo il ministro va fatta una modifica formale. “O si fa un emendamento oppure si mette in un prossimo decreto ha dichiarato Spadafora a Porta a Porta – ovviamente in entrambi i casi non credo ci siano i tempi per cominciare dal 20 giugno. Cercheremo di fare il prima possibile: ne parlerò con il presidente del Consiglio e anche con il ministro Speranza. In ogni caso la Figc aveva dato disponibilità a giocare anche con il primo protocollo, quello in cui si prevedeva la quarantena di 14 giorni”.

“E noi certamente giocheremo perché non abbiamo nessuna intenzione di indietreggiare – ha replicato il presidente della Figc, Gabriele Gravina – ma per quello che mi è dato sapere, il Cts ha dato parere favorevole: auspichiamo quindi che in tempi rapidi possa essere risolta la questione della quarantena, perché è un problema”.

“Mi auguro che ci siano delle precisazioni – ha osservato anche l’amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo – Noi non chiediamo in nessun modo un trattamento diverso, anzi. Ma facciamo notare che, se fosse vero quello che viene riportato in queste ore, non esisterebbe alcun Paese al mondo come l’Italia, con una previsione così stretta per la quarantena. Il calcio in Italia è svantaggiato rispetto a tutti gli altri Paesi del mondo: questa situazione rischia di penalizzare anche le squadre impegnate nelle coppe europee. Mi auguro che questo tema possa essere superato perché, come sappiamo tutti, c’è il rischio che si riscontri un caso: lo sforzo fatto dal sistema calcio sarebbe giusto che fosse premiato”.

Ad accendere il campanello d’allarme il caso del Venezia: nella rosa è risultato positivo un calciatore. E con le regole attuali non potrebbe scendere in campo contro il Pordenone sabato. Affinché la modifica al protocollo, e alla regola della quarantena diventi ufficiale serve l’intervento del governo.