Silvio Berlusconi sindaco di Milano? L’idea è stata definita “pazza”, eppure rilanciata da più parti. A riportarla Il Messaggero. Sarebbe una grande scommessa per l’84enne leader di Forza Italia ed ex premier che ha sempre considerato il capoluogo lombardo “una seconda madre”. Un periodo difficile, questo, per Berlusconi e per Forza Italia. Il partito è scosso dalla morte improvvisa di Jole Santelli, governatrice della Calabria. E alle ultime amministrative ha raccolto ben poco. I sondaggi danno stabilmente la formazione dietro la Lega e Fratelli d’Italia come terza forza del centrodestra. Berlusconi stesso è stato contagiato dal coronavirus. Curato al San Raffaele di Milano, due tamponi hanno certificato la negatività dopo un periodo di isolamento ad Arcore.

La condizione, secondo il quotidiano del Gruppo Caltagirone, per una candidatura del Cavaliere per Palazzo Marino sarebbe quella di essere affiancato da un manager che possa seguire e dare man forte all’amministrazione alle prese con tutti i problemi che riguardano la “capitale morale” come il traffico, la mobilità, i rifiuti, gli affitti troppo cari, l’inquinamento, le fogne, gli eventi e, dallo scorso febbraio, la pandemia di coronavirus che sta colpendo con particolare forza nella seconda ondata proprio la metropoli meneghina. Un Berlusconi che sarebbe quindi più allenatore che centravanti di un’ipotetica Giunta.

“L’idea – ipotizza il Messaggero – sarebbe quella di un city manager (Stefano Parisi? Quello è il genere di tecnici-politici che gli piace: e infatti Silvio parla sempre con entusiasmo di Brugnaro sindaco di Venezia e di Bucci sindaco di Genova) impegnato ogni giorno sul pezzo e di una squadra di assessori per lo più composta da imprenditori o da eccellenze che hanno ben figurato nelle loro professioni. Largo ai giovani, naturalmente: ‘I talenti ci sono, serve un buon allenatore che li sappia far giocare’. L’importante è che i futuri assessori di Berlusconi sindaco non abbiano barba e baffi, godano di buona presenza e siano svegli, brillanti e iper-comunicativi un po’ alla Nicola Porro al quale, non a caso, Silvio offre la guida di Forza Italia quasi di continuo. Lo fece anche con Brugnaro ma i colonnelli azzurri, spaventatissimi, lo hanno stoppato”.

ALTRE IDEE – Beppe Sala, attuale sindaco di Milano, non ha ancora confermato la sua ricandidatura. Se non dovesse, il Partito Democratico, scriveva il Post, potrebbe puntare su Pierfrancesco Majorino, ex assessore al Welfare, o Pierfrancesco Maran, assessore sia con Sala che con il predecessore Pisapia, prima ai Trasporti e ora all’Urbanistica. La sinistra potrebbe fare delle primarie. Nessuna manovra è stata svelata dal Movimento 5 Stelle. La destra potrebbe pensare ancora una volta proprio a Stefano Parisi –  ex direttore generale di Confindustria e amministratore delegato di Fastweb – che nel 2016 perse il ballottaggio proprio con Sala, per meno di un punto percentuale. Altro profilo potrebbe essere quello di Silvia Sardone, ex consigliera comunale di Forza Italia, oggi parlamentare europea della Lega.

Redazione