Ha il volto stanco e provato di chi pensava e sperava di aver chiuso i ‘conti’ con la giustizia Simone Uggetti. L’ex sindaco Pd di Lodi, 48 anni, è tornato oggi con un video pubblicato su Facebook a parlare in prima persona della sua situazione giudiziaria.

Il suo caso aveva infatti generato un polverone politico: il 25 maggio scorso Uggetti era stato assolto dalla Corte d’Appello di Milano con formula piena dall’accusa di turbativa d’asta. L’ex primo cittadino era stato arrestato il 3 maggio 2016 e posto in carcere per 10 giorni per una inchiesta della Guardia di Finanza sul bando di gara per l’affidamento delle piscine coperte del Comune di via Ferrabini e Belgiardino, secondo la Procura “manipolato” e assegnato “illecitamente”.

Assoluzione in Appello che era seguita alla condanna a 10 mesi in primo grado, ma in entrambi i casi i giudici avevano rilevato che il sindaco aveva agito nell’interesse comune, tanto da spingere ad un clamoroso “mea culpa” da parte di Luigi Di Maio, che chiese scusa in una lettera a Il Foglio per la campagna di accuse orchestrata ai suoi danni dal Movimento 5 Stelle, definendo “grottesche e disdicevoli” le manifestazioni di piazza organizzate dal suo partito (ma anche dalla Lega di Salvini).

Ieri quindi la clamorosa svolta al processo, con la Cassazione che ha annullato con rinvio la sentenza della Corte d’Appello di Milano del 25 maggio scorso, con un processo d’Appello bis che tornerà dunque al punto di partenza per l’ex sindaco e gli atri imputati. Al momento non sono note le motivazioni, che la Suprema corte dovrà depositare nelle prossime settimane.

Per l’ex sindaco aveva già parlato il suo avvocato, Pietro Gabriele Roveda: “Siamo delusi ma proseguiremo la battaglia. Sono passati 6 anni dall’arresto, l’ex sindaco è stanco”. Oggi però è il turno di Uggetti, che in un video di poco più di quattro minuti si sfoga e parla di “accanimento senza senso”.

Per l’ex primo cittadino di Lodi la “spiacevole sensazione” è quella di “essere utilizzato come ingranaggio impotente in un meccanismo che vede partecipi una lotta di potere all’interno della magistratura, e un conflitto irrisolto tra giustizia e politica”.

Per questo Uggetti chiede “a chi ha responsabilità politiche, non solo di darmi una pacca sulle spalle ma di passare all’azione. Lo chiedo – continua l’ex sindaco – non tanto per me ma lo chiedo per quei tanti amministratori e tanti cittadini onesti che fanno il loro lavoro e che vorrebbero una giustizia al servizio delle comunità e non al servizio delle proprie carriere personali”.

A breve dunque inizierà una nuova battaglia giudiziaria per l’ex sindaco, con la sentenza della Cassazione che impone la revisione del processo a Milano. “Io continuerò a difendermi nel processo portando le mie e le nostre ragioni, quelle di persone che hanno lavorato con spirito di grande servizio a favore della propria comunità. Dovrò aspettare ancora del tempo per avere la verità giudiziaria, ma la verità storica si è affermata nella mia città, nella mia comunità. A molti è sembrato un calvario assurdo“, è il commento laconico di Uggetti.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia