“È un virus soltanto dei ristoranti questo?” È questo uno dei gridi di protesta dei ristoratori che stanno scendendo in piazza, nelle strade, a Napoli, in queste ore. È stato bloccato il Lungomare, nei pressi della rotatoria dove si può girare verso piazza Vittoria (al momento la Galleria Vittoria è chiusa per lavori in corso) o proseguire per via Partenope. Il traffico è paralizzato da oltre un’ora. A scatenare la protesta l’ordinanza, arrivata nel primo pomeriggio, del governatore Vincenzo De Luca che blocca il passaggio alla Zona Gialla della Regione. La Campania da domani, senza il rinnovo dell’ordinanza del ministero della Salute, sarebbe dovuta passare alla Zona con meno restrizioni. Il Presidente della Regione ha bloccato il passaggio. “La Campania non cambia colore, rimane come è adesso: arancione. Fino al 24, poi si adottano le misure anti-Covid nazionali”, ha annunciato De Luca. Per le attività di ristorazione sono previsti i ristori stabiliti a livello nazionale.

Se la Campania fosse passata in Zona Gialla, le limitazioni avrebbero concesso l’apertura di ristoranti, bar, pizzerie e altre attività di ristorazione fino alle ore 18:00. Consentito, come in Zona Rossa e Arancione, l’asporto fino alle 22:00 e la consegna a domicilio senza limiti. E invece niente: l’ordinanza ha frenato le aperture ed è molto più restrittiva rispetto alle misure previste dal governo. Il Consiglio dei Ministri ieri ha approvato le misure restrittive che saranno in vigore nel periodo delle feste natalizie. Tutta l’Italia sarà zona rossa da giovedì 24 a domenica 27 dicembre, da giovedì 31 dicembre a domenica 3 gennaio, e ancora martedì 5 e mercoledì 6 gennaio. Da lunedì 28 a mercoledì 30 dicembre e lunedì 4 gennaio sarà invece tutta zona arancione, con maggiori libertà di spostamento e i negozi aperti. Niente Zona Gialla, quindi, almeno fino al 6 gennaio.

“Si doveva dire prima, non alle 15:00 – lamentano i ristoratori scesi in piazza – ci stavamo tutti ad aprire domani. Non si fa così, per rispetto della categoria. Si poteva dire ieri e non si comprava la roba, non si chiamavano i dipendenti ad aggiustare e preparare le sale per domani”. La protesta è in corso sul Lungomare di Napoli, via Caracciolo, poco lontano dalla sede della Regione, a Santa Lucia, dove a fine ottobre si verificarono duri scontri per via del lockdown duro annunciato dal governatore. I ristoratori fanno notare che le loro attività continuano a essere chiuse da mesi mentre nel resto della città si assiste ad assembramenti e fiumi di gente in strada per lo shopping natalizio.

CONFESERCENTI – “Gialli e poi arancioni nel giro di poche ore, è inaccettabile – ha dichiarato Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania. “Si è creato un caos totale. I ristoratori appena stamane avevano saputo dal Governo che la Campania sarebbe tornata ad essere zona gialla, con possibilità dunque di riapertura a pranzo, e invece oggi pomeriggio la Regione si sveglia e ci fa tornare arancioni. E’ una tempistica inaccettabile, che non tiene assolutamente conto delle esigenze e delle modalità commerciali dei ristoratori, dei proprietari dei bar e di tutti coloro che lavorano con il food. Noi di Confesercenti Campania non mettiamo in dubbio e in discussione la gravità della pandemia, la sua pericolosità e le decisioni volte a tutelare la salute pubblica. Né c’è mancanza di rispetto del dato che gli ospedali sono pieni e che effettivamente c’è troppa gente in strada in questi ultimi giorni. La priorità resta la salute, per carità, ma si vuole tenere in debita considerazione, dopo mesi di pandemia e quindi di esperienza tratta sul campo, che bisogna prendere decisioni più chiare e nei tempi che consentano agli esercenti di organizzarsi?

GLI ASSEMBRAMENTI – Scene di caos intanto, come riportato dall’Ansa, stamattina nel quartiere collinare del Vomero. Strade bloccate, parcheggi sold out, l’area pedonale Scarlatti-Giordano invasa da un fiume di persone. Una folla di gente, come già vista in altre città lo scorso fine settimana, in strada per lo shopping natalizio. Fiumana di gente anche tra il mercatino di Antignano e quello di via De Bustis. File all’esterno dei negozi e all’esterno dei bar. Strade affollate anche a via Toledo, via Chiaia, Piazza Dante, via Epomeo. La stragrande maggioranza delle persone in mascherina. Presidiate le zone più sensibili dalle forze dell’ordine. “Una folla però neanche lontanamente paragonabile, soprattutto in centro, a quelle degli anni scorsi quando ai napoletani si aggiungevano decine di migliaia di turisti che assaltavano Napoli nelle feste di Natale, per godersi il mite inizio di inverno e le tradizioni come i presepi nelle chiese o a San Gregorio Armeno”, scrive l’Ansa.

IL BOLLETTINO – L’Unità di Crisi della Regione intanto ha pubblicato i dati del bollettino quotidiano. Sono 949 i nuovi casi di contagio registrati in Campania e 15.739 i tamponi processati. Lo rende noto l’Unità di crisi della Regione Campania.Dei nuovi positivi, 885 sono asintomatici, 64 i sintomatici. Sono 1.424 i guariti e 32 le vittime di cui 7 decedute nelle ultime 48 ore e 25 in precedenza, ma registrati ieri.Sono 122 i posti letto occupati nelle terapie intensive (656 i posti totali disponibili); 1.598 i posti letto di degenza occupati (3.160 il totale dei posti disponibili).

Antonio Lamorte