Il countdown del lancio del razzo Falcon, decollato dal Kennedy Space Center, a Cape Canaveral, in Florida, è iniziato e in pochi secondi è partita una nuova avventura spaziale americana. A bordo ci sono tre americani e un giapponese, il secondo equipaggio di austronauti ad essere lanciato da SpaceX. La navicella Crew Dragon, chiamata ‘Resilience’ dal suo equipaggio alla luce delle numerose sfide di quest’anno, in particolare il Covid-19, ha raggiunto l’orbita nove minuti dopo. Dovrebbe raggiungere la Stazione spaziale internazionale lunedì tardi e rimanervi fino a primavera. Durante i sei mesi di permanenza gli astronauti dovranno compiere alcuni esperimenti scientifici.

È la prima missione operativa della Nasa, dopo lo storico lancio di prova dello scorso maggio che portò sulla Iss altri due cosmonauti, restituendo agli Stati Uniti la possibilità di lanciare una navicella spaziale dal suolo americano con un razzo made in Usa, nove anni dopo lo Space Shuttle. Questa volta il fondatore e chief executive di SpaceX, Elon Musk, non ha potuto presenziare al lancio nella base di Cape Canaveral a causa di un “molto probabile contagio” da Coronavirus. Per garantire la riuscita della missione, la Nasa ha introdotto severe misure anti Covid, a partire dagli astronauti, che sono stati sottoposti a una controllatissima quarantena.

Il nuovo presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha pubblicato su Twitter un messaggio di congratulazioni alla Nasa e a SpaceX per il lancio battendo sul tempo Trump. “È una testimonianza della potenza della scienza e di ciò che possiamo realizzare sfruttando la nostra innovazione, ingegnosità e determinazione”, ha scritto, unendosi a “tutti gli americani e al popolo giapponese nell’augurare buona fortuna agli astronauti nel loro viaggio”. Dopo di lui il tweet del presidente uscente Donald Trump: “Un grande lancio! La Nasa era vicina al disastro quando ne abbiamo preso il controllo. Ora è di nuovo il centro spaziale più attraente e avanzato del mondo, di gran lunga”.