Lombardia e Piemonte rischiano di restare chiuse ancora una-due settimane dopo il 3 giugno, giorno in cui appare sempre più probabile che il Governo consentirà la libera circolazione tra Regioni nella Fase 2 dell’emergenza Covid-19. Una decisione che sarebbe frutto non solo dei numeri ancora alti proveniente dalle due regioni del Nord su morti e contagi, ma anche per le proteste degli altri governatori che minacciano di mettere in quarantena i cittadini che arrivano dalle due zone.

In particolare Sicilia e Sardegna, come scrive il Corriere della Sera, insistono sulla proposta di un passaporto sanitario per chi vuole sbarcare sulle due isole. Ma preoccupazioni in tal senso sono arrivate anche da altre regioni del Mezzogiorno come Campania e Puglia, allarmante dall’arrivo di turisti dalle aree che hanno avuto un maggior numero di malati e dalla possibilità di far scoppiare focolai anche al Sud.

Giornata chiave per una decisione in tal senso sarà quella di venerdì 29 maggio, quando arriverà l’esito del monitoraggio del Ministero della Salute che, basato su 21 punti, permetterà di assegnare ad ogni regione un livello di rischio rispetto all’epidemia. Su questa base l’esecutivo del premier Giuseppe Conte deciderà se dare il “liberi tutti” il 3 giugno o aprire con limitazioni.

Dai timori di contagi al Sud e di ordinanze restrittive dei governatori del Mezzogiorno è quindi forte l’ipotesi di una riapertura a macchia di leopardo, limitando la circolazione in quelle regioni come Lombardia e Piemonte che appaiono più indietro nei numeri chiave monitorati dal Ministero.