Il silenzio di una tranquilla domenica di inizio estate ad Ardea è stato interrotto dal boato di due colpi di pistola. Andrea Pignani, ingegnere informatico disoccupato, 35enne con gravi disturbi psichici ha impugnato la pistola e ha mirato verso Daniel Fusinato, il piccolo di 10 anni colpevole di stare giocando con il fratellino David di 5 anni nel vialetto. Lo ha colpito alla gola e al cuore.

In quell’istante Salvatore Ranieri, 74 anni, pensionato romano ex autista dell’Atac stava passeggiando sulla sua bici nel parco di vilette in via Pleiadi nel centro residenziale di Colle Romito. Quando ha visto il bimbo cadere a terra ha deciso di intervenire. Pignani a quel punto ha diretto la pistola verso di lui e lo ha colpito alla tempia e al cuore. Il pensionato che aveva cercato di fare scudo con il suo corpo per salvare i bambini è morto sul colpo. Ma la follia omicida non si è fermata: l’informatico ha puntato la pistola contro il piccolo David uccidendolo. Poi è fuggito per barricarsi in casa sua.

Richiamato dal rumore dei colpi di pistola Giuseppe Reale, 68 anni, medico di famiglia è subito sceso in strada dove ha trovato i tre corpi stesi sull’asfalto. In attesa dell’arrivo dei soccorsi ha provato a rianimare i due bambini ma non c’è stato nulla da fare nemmeno quando sono arrivati i sanitari del 118. Il silenzio nel viale era rotto solo dalle urla del papà dei due bambini Domenico Fusinato subito accorso sul posto. Li ha tenuti stretti per la mano per tutta quella interminabile ora in cui hanno lottato tra la vita e la morte. Ma alla fine non ce l’hanno fatta, distesi a pochi passi da monopattino e bici con cui stavano giocando.

Intanto il killer era rientrato in casa. Lungo il percorso aveva incontrato un altro vicino che stava potando le piante del suo giardino. Poco ci è mancato che puntasse la pistola anche contro di lui. Aveva fatto uscire sua mamma Rita poco prima di spararsi un colpo fatale.

L’appartamento è stato accerchiato dai carabinieri e dalle forze speciali. Le teste di cuoio del Gis faranno irruzione dopo quattro ore. Alle 15, il blitz: Andrea Pignani viene trovato cadavere. Si è tolto la vita. La fine di una giornata di sangue non mette la parola fine sulla strage.

Secondo il presidente di Colle Romito, Romano Catini, la presenza di una pistola – che era del padre del 35enne, una guardia giurata morta un anno fa – era stata più volte segnalata dai vicini spaventati. Ma agli inquirenti non risultano denunce. Si cerca un movente, ma non ci sarebbero stati contrasti tra Pignani e il padre dei bambini, comparso nel 2018 in un’operazione dei carabinieri a Ostia contro gli scissionisti del clan Triassi, ritenuto avversario degli Spada.

Il padre dei due bambini non si dà pace: “Io sono finito dentro per un po’ di droga e lui invece se ne andava in giro con la pistola”, ripeteva disperato. Pignani era un ragazzo solitario, nel vicinato aveva litigato con tutti. A maggio aveva aggredito la mamma minacciandola con un coltello e per questo era stato sottoposto a tso. La famiglia aveva cercato l’arma del padre ex vigilante morto a novembre. Un’arma diventata di fatto clandestina, visto che ai carabinieri risulta che nessuno dei familiari ne ha mai denunciato la detenzione né lo smarrimento, senza contare che lo stesso decesso del padre dell’ingegnere informatico non è stato portato a conoscenza dei militari della stazione di Marina di Tor San Lorenzo, competente per territorio su Ardea. A Ardea si diffonde il sentore che quella strage fosse annunciata. Troppo poco si era fatto per supportare quel ragazzo solo e inquieto con problemi psichiatrici non affrontati.

Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Tra le varie testate con cui ha collaborato il Roma, l’agenzia di stampa AdnKronos, Repubblica.it, l’agenzia di stampa OmniNapoli, Canale 21 e Il Mattino di Napoli. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. E’ autrice del documentario “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.