La maggioranza si spacca, ma i voti contrari di 23 deputati non bastano per bocciare la risoluzione sulle missioni internazionali approvata anche con i sì arrivati dai banchi del centrodestra. Il testo è arrivato in Aula per parti separate per la spaccatura all’interno dei partiti di maggioranza sulla parte riguardante la Libia.

Al termine della votazione sugli schermi della Camera è emerso un eloquente 401 voti a favore, 23 contrari e due astensioni che hanno portato così al rinnovo dei finanziamenti alla guardia costiera libica, da tempo al centro di inchieste internazionali per i suoi metodi brutali e per la gestione dei lager dove vengono ‘ospitati’ i migranti che tentano di attraversare il Mediterraneo per sbarcare in Europa.

A favore è arrivato il voto dei deputati di Lega, Fratelli d’Italia, Movimento 5 Stelle e di gran parte del Partito Democratico. Proprio all’interno dei Dem si registrano forti tensioni, rappresentante perfettamente dall’intervento in Aula di Matteo Orfini in cui ha annunciato il voto contrario al rifinanziamento della guardia costiera libica: “Qualche anno fa avremmo potuto fare finta di non sapere. Oggi no, oggi sappiamo che dire Guardia costiera libica vuol dire traffico di esseri umani, stupri, torture, omicidi. Finanziarla significa finanziare chi uccide, chi stupra, chi tortura”, ha ricordato Orfini. “Lo dico al mio gruppo. Farlo dicendo in una risoluzione che chiederemo loro di comportarsi bene, non è riformismo, è solo una gigantesca e un po’ offensiva ipocrisia. Rimanere in Libia va bene. Ma per risolvere i problemi non per armare chi quei problemi li crea. Per difendere i più deboli non chi li tortura”, ha aggiunto il deputato Pd.

Durissimo anche l’intervento dell’ex presidente della Camera Laura Boldrini, che ha ricordato come la Libia “non è mai stato un porto sicuro, sostenere la Guardia costiera libica significa sostenere l’illegalità, violazioni dei diritti umani e anche del diritto internazionale”.