Game over per i No Green Pass e no-vax social. Telegram ha infatti chiuso nella notte tra 27 e 28 settembre i canali ‘Basta Dittatura‘ e ‘Basta Dittatura Chat‘, le due chat di riferimento per l’universo anti-vaccino italiano.

Eloquente infatti il messaggio che compare a chi prova a raggiungere i canali: “Questo canale non può essere visualizzato perché ha violato i Termini di Servizio di Telegram”, si legge nel messaggio che compare sulla piattaforma fondata da Pavel Durov.

“Questo canale e la chat di gruppo hanno incitato alla violenza contro i medici che effettuano la vaccinazione. Hanno pubblicato dati privati di medici specifici e ne hanno chiesto l’esecuzione. Incitare alla violenza è contro i Termini di servizio di Telegram“, si legge invece nella chat di Telegram di Durov a commento delle critiche di utenti italiani dopo la chiusura di ‘Basta Dittatura’. “Abbiamo avvertito gli amministratori di questi canali prima di fermare la violazione, ma non hanno agito. Inoltre, è intervenuta anche la procura di Torino, città dove ho frequentato l’asilo e le elementari. Per quanto riguarda i flashmob, sono inutili”. Il fondatore di Telegram aggiunge quindi che “su qualsiasi altra app mobile tali canali sarebbero stati rimossi settimane fa senza preavviso. A differenza della maggior parte delle altre piattaforme, Telegram consente agli utenti di esprimere ragionevoli dubbi e preoccupazioni in merito alla vaccinazione obbligatoria. Ciò che non permetteremo mai, tuttavia, sono gli appelli pubblici alla violenza, che sono stati limitati su Telegram dal 2015″, conclude il post nella chat di Durov.

Il gruppo principale da oltre 43mila iscritti, dove quotidianamente venivano organizzate ‘shitstorm’ contro giornalisti, virologi e persino magistrati, è ora irraggiungibile, mentre resistono ancora dei canali paralleli più piccolo, con poche migliaia di iscritti. Ma dal canale no-vax si organizzavano anche le manifestazioni contro vaccini e Green Pass che hanno animato l’estate italiana.

La chiusura della chat arriva ad alcune settimane dal decreto di sequestro emesso dalla Procura di Torino dopo che nel canale di ‘Basta Dittatura’ erano comparsi indirizzi e numeri di telefono di politici e medici, oltre alla stessa pm che indagava sul gruppo no-vax. I reati ipotizzati dai magistrati torinesi erano istigazione a delinquere e violazione della privacy.

Una notizia commentata favorevolmente da Matteo Bassetti, l’infettivologo dell’ospedale San Martino di Genova che aveva visto diffuso il proprio numero di telefono sulla chat. “Speriamo che sia solo l’inizio, visto che già una volta era stato chiuso e poi riaperto. Io mi auguro che chi ha commesso su queste piattaforme reati molto gravi, che vanno dalle minacce allo stalking ad altri, venga perseguito molto rapidamente con processi fatti in maniera tempestiva”, ha commentato Bassetti all’Agi. “Ci sta la protesta civile, ma quando scade nella violenza va rapidamente punita – aggiunge il medico -. Io le denunce che ho sporto le porterò fino all’ultimo grado di giudizio. Chi ha minacciato me, la mia famiglia e i miei collaboratori deve pagare”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia