La procura di Torino vuole mettere un freno alla propaganda no vax e no green pass dell’ormai celebre chat Telegram ‘Basta dittatura’, il canale che conta 44mila iscritti e che da settimane è il punto di riferimento anche per l’organizzazione di manifestazioni di piazza, tra cui il recente flop di mercoledì 1° settembre, colt tentativo andato a vuoto di occupare le stazioni ferroviarie nel primo giorno di green pass obbligatorio per il trasporto pubblico.

Il pubblico ministero Valentina Sellaroli, secondo quanto riporta La Stampa, ha firmato il provvedimento di sequestro della chat. Una mossa “funzionale a fermare il mezzo attraverso il quale sarebbero stati commessi i reati ipotizzati dagli inquirenti: istigazione a delinquere e ripetute violazione della privacy”.

Il provvedimento della procura torinese è stato trasmesso ad una mail zionale di Telegram che si chiama ‘Collaborazione volontaria’ utilizzato dall’autorità giudiziaria per informare la struttura legale del social della chiusura del canale, diventato non solo uno strumento di propaganda ma anche un mezzo di minacce via web nei confronti di politici, medici e giornalisti.

Pera ora, scrive ancora La Stampa, “nessuna risposta è stata recapitata in procura”. Non a caso la chat al momento in cui scriviamo è ancora aperta e funzionante.

L’ipotesi dunque è che la procura, se da Telegram non arriverà una risposta entro qualche giorno, procederà in altro modo: potrebbe essere possibile l’uso di una rogatoria internazionale.

L’accusa sarebbe quella di istigazione a delinquere aggravata dallo scopo di commettere delitti di terrorismo e dall’utilizzo di strumenti informatici e dall’altra per la diffusione illecita di dati personali su larga scala

ANCORA MINACCE A BASSETTI – Intanto anche questa mattina l’infettivologo dell’ospedale San Martino di Genova Matteo Bassetti ha denunciato pubblicamente di continuare a ricevere minacce da parte di no vax e no green pass. “Stanotte ho ricevuto ancora tre telefonate tra mezzanotte e le 3 del mattino”, ha raccontato stamattina ad Agorà su Rai3. «Continuano, purtroppo, con minore insistenza negli ultimi giorni anche perché avranno capito buona parte di loro che le Procure stanno lavorando e quando si arriverà alla fine, credo, che qualcuno piangerà.

“I no vax non insultano me o Burioni, insultano tutti gli italiani che si sono vaccinati. I giovani stanno stando l’esempio ai 50enni con la sindrome di Superman. Sono sempre stato favorevole all’obbligo vaccinale” anti Covid, ha detto il diretto dell’Infettivologia del San Martino.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia