“Stanotte ho avuto un brutto incidente, sto bene ma sono stato meglio!”. In un post su Facebook Niko Pandetta, cantante neomelodico catanese, ha tranquillizzato i suoi fan dopo il terribile incidente fatto durante la notte.

La sua auto è distrutta e la rabbia è tanta soprattutto per la dinamica che il cantante stesso denuncia: “Una Fiat Punto ci ha inseguito per oltre 1km riuscendo a farci perdere il controllo dell’auto. Non ci hanno soccorso, non so chi fossero, non so cosa volessero, so soltanto che mi sento seguito, perseguitato, preso di mira!”, ha continuato nel post.

Giusto un anno fa gli fu impedito di esibirsi in un locale di Bollate per il fatto di essere il nipote di Salvatore Cappello, detenuto da 20 anni al 41 bis. Ma il cantante ha sempre preso le distanze dal mondo della mafia, pur non rinnegando l’affetto per quello zio a cui ha dedicato una canzone, dal titolo “Dedicata a te”. L’amministrazione comunale di Bollate si oppose al concerto giudicando il cantante “diseducativo per le giovani generazioni del territorio”. “Niko Pandetta, tristemente conosciuto per le sue inaccettabili esternazioni sulla Mafia, dedicando canzoni ai ‘poveri’ detenuti sottoposti al regime carcerario duro, inneggiato all’omertà e al non essere ‘infami’. Affermazioni inaccettabili e che son ben lontane dallo spirito di legalità, giustizia ed educazione al senso civico e alla cittadinanza attiva che la comunità bollatese promuove”, aveva scritto in una nota l’amministrazione bollatese.

“Non è giusto continuare a ghettizzarmi per il mio passato criminale. Ho chiuso con quella vita e ho scelto la via della musica neomelodica per riscattarmi e fare qualcosa di buono anche per gli altri”, rispose Pandetta che aveva organizzato quel concerto per finanziare l’acquisto di una sedia a rotelle per uno dei suoi fan. Poi il concerto si tenne in un altro locale.