Nel pieno della quarta ondata di Covid-19 che sta colpendo l’Europa e con lo spettro della variante Omicron, arriva una buona notizia sul fronte dei vaccini.

Neutralizzata la variante Omicron

La variante Omicron di Covid-19 viene neutralizzata da tre dosi di vaccino Pfizer. E’ il risultato di uno studio di ricerca condotto dalla Pfizer-BionTech: dopo diversi test effettuati in laboratorio, le tre somministrazioni del vaccino moltiplicano fino a 25 volte gli anticorpi. Inoltre, secondo quanto riporta l’Agenzia Bloomberg, la terza dose di vaccino Pfizer garantisce un livello di protezione simile a quello osservato dopo due dosi contro il coronavirus originale e le varianti finora conosciute.

Ma la notizia è stata accolta con cauto ottimismo. L’ipotesi che tre dosi Pfizer, come annunciato dal colosso farmaceutico, possano neutralizzare la variante Omicron, trova in posizione attendista il ministro della Salute italiano, Roberto Speranza.

“Aspettiamo – ha detto ad Accordi e Disaccordi sul Nove il titolare della Salute – il giudizio delle autorità internazionali. Aspettiamo che le loro valutazioni si consolidino. Non c’è ancora un giudizio finale e l’impatto della variante non è ancora certo. Non possiamo seguire altre valutazioni. Per me – ha concluso – il riferimento sono le autorità internazionali come l’Oms, l’Ema e la nostra Aifa”.

Guarito il paziente zero

Mentre continuano gli studi sulla virulenza della variante individuata per la prima volta in Sudafrica, arriva la notizia della guarigione del paziente zero italiano, il manager Eni di Caserta. “Dopo venti giorni di quarantena resta la sensazione di aver superato una prova molto dura e senza le conseguenze gravi che hanno subito altre persone. E ciò grazie al vaccino, che ci ha fatto stare tranquilli”, ha dichiarato l’ingegnere casertano, risultato a fine novembre il primo positivo in Italia alla nuova variante Omicron.

Dopo un viaggio di lavoro nel Paese africano, l’uomo è risultato positivo e ha contagiato anche i due figli, la moglie, la madre, la suocera e una badante. Tutti sono sempre stati in buone condizioni di salute e oggi si sono negativizzati (tranne la suocera); già domani troveranno in piattaforma il certificato di guarigione dal Covid e potranno uscire.

“Da domani potrò tornare a viaggiare – aggiunge il manager – ma in questi venti giorni, oltre all’angoscia e alla spada di Damocle rappresentata dai continui tamponi cui venivamo sottoposti, abbiamo potuto ritrovare la bellezza di stare tutti insieme come non accadeva da tempo. Per chi è abituato a viaggiare, stare venti giorni a casa non è facile, ti genera un senso di oppressione; ma c’è anche un lato positivo, vedere i miei figli quanto erano felici di avermi tutto il giorno in casa; loro sono stati bene, anche perché alla Dad ormai sono abituati”.

E poi conclude, sottolineando l’importanza della vaccinazione. “Senza vaccino non saremmo stati mai tranquilli. Per cui spero che anche chi è restio vada a vaccinarsi” ha detto il professionista.

 

Redazione