E’ delle 12.52 di questa mattina l’ultima scossa di terremoto registrata a Ceppaloni, in provincia di Benevento. Secondo le stime dell’INGV la magnitudo è stata di 2.2. Alle 12.35 il sisma si è verificato anche a San Leucio del Sannio, sempre nella provincia beneventana, con magnitudo di 3.0. Alla stessa ora a Ceppaloni è stata registrata una scossa con magnitudo di 2.9, mentre un altro sisma è stato avvertito alle 12.15 con magnitudo 3.1. Siamo a quota otto terremoti in poche ore nei luoghi del capoluogo campano: l’altro sisma si è verificato alle 11.27 con magnitudo di 3.2. A distanza di pochi giorni dall’anniversario del terremoto dell’Irpinia del 1980, uno sciame sismico fa tremare la terra campana precisamente nella zona del Sannio. A Benevento questa notte si sono susseguite due scosse a distanza di venti minuti l’una dall’altra. La prima è avvenuta alle 00.24 di magnitudo 2.2 mentre la seconda, quella maggiormente avvertita dalla popolazione, alle 00.42 con intensità di 2.9 sulla scala Richter. L’epicentro è stato localizzato nel comune di Ceppaloni, a nove chilometri da Benevento. L’altra scossa di terremoto è stata registrata questa mattina alle 7.54 con magnitudo 2.7. Per ora le scosse sono state distintamente avvertite, anche se in alcune zone le scuole sono state evacuate per prevenzione. Non è stato nessun danno a cose o persone, ma è stato convocato un vertice in Prefettura per le 13.30.
In realtà non è la prima volta in questi ultimi giorni che la terra trema in Campania. Il 21 Novembre scorso alle ore 19.38 è stata registrata una scossa di magnitudo 2.3 con profondità di 10.2 chilometri, sempre con epicentro a Ceppaloni. Mentre il giorno successivo il sisma ha colpito il Golfo di Salerno con una scossa di magnitudo 3.1 alle ore 4.33.

MONITORAGGIO CAMPI FLEGREI – In seguito alla notizia delle scosse sismiche che stanno colpendo la Campania in questi giorni, un altro sorvegliato speciale è la zona dei Campi Flegrei. Uno studio condotto dall’INGV, Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, in collaborazione con l’Universitè Savoie Mont Blanc ha constato che con la misura del tremore sismico generato dalle fumarole di Pisciarelli è possibile monitorare le variazioni nella caldera dei Campi Flegrei. L’area idrotermale di Pisciarelli è un sito chiave per monitorare i Campi Flegrei in quanto l’analisi del tremore sismico delle fumarole può dare informazioni sullo stato di attività della caldera. La ricerca Insight into Campi Flegrei caldera unrest through seismic tremor measurements at Pisciarelli fumarolic field è stata appena pubblicata sulla rivista ‘Geochemistry, Geophysics, Geosystems’ dell’American Geophysical Union.

La ricercatrice dell’Osservatorio Vesuviano Flora Giudicepietro spiega che “i Campi Flegrei sono una caldera vulcanica formatasi a seguito dello svuotamento di un camera magmatica superficiale, dovuto alla grande eruzione dell’Ignimbrite campana di circa 40.000 anni fa. Quest’area, ricca di storia, è caratterizzata, come molte caldere nel mondo, da deformazioni, sismicità e dalla presenza di un vasto sistema idrotermale. Dagli anni Cinquanta del Novecento in quest’area si sono verificati episodi di intensificazione dei fenomeni vulcanici caratterizzati da terremoti e sollevamento del suolo, noti come bradisismo.”  prosegue l’esperta “in passato in diverse occasioni abbiamo assistito ad un’intensificazione del bradisismo; in particolare intorno al 1950, nel periodo 1968-72 e nel periodo 1982-85. Dal 2004 ad oggi, ai Campi Flegrei, si assiste a una moderata ma progressiva variazione delle manifestazioni vulcaniche come il sollevamento, la sismicità rappresentata da terremoti di bassa energia e l’attività del sistema idrotermale che è diventata più intensa”.

La variazione di questi processi tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013 ha portato il Dipartimento della Protezione Civile Nazionale a elevare il livello di allerta da verde a giallo. “L’analisi a lungo termine del tremore sismico generato dalla fumarola in oggetto indica un aumento dell’ampiezza del tremore fumarolico tra maggio 2017 e la fine di aprile del 2019, incremento che trova riscontro negli andamenti dei parametri geochimici registrati nei Campi Flegrei. La sismicità successiva al 2000 fornisce una chiara immagine di questo processo: le localizzazioni dei terremoti e la densità ipocentrale delineano i percorsi dei fluidi che si muovono da un’ampia zona all’interno del sistema idrotermale, a una profondità di 1-2 chilomentri, verso i siti idrotermali di Pisciarelli-Solfatara, dove gli eventi si concentrano a profondità molto basse. Analizzando l’ampiezza del tremore fumarolico”, conclude Giudicepietro, “è stato inoltre possibile identificare un episodio di allargamento dell’area di emissione vicino alla fumarola principale di “Pisciarelli”.

Redazione