Un miliardo e mezzo di euro di danni. È questa la cifra che è stata chiesta dalla Romeo Gestioni agli amministratori della Consip come risarcimento del danno subìto per l’esclusione dalle gare svolte a cavallo tra il 2014 e il 2015. Il tribunale civile ha deciso che il ricorso della Romeo è ammissibile e ha fissato per dicembre l’inizio del processo che riguarda gli amministratori di Consip. (La Consip è la società pubblica che gestisce tutti gli acquisti e gli appalti). È una vicenda un po’ ingarbugliata. Proviamo a spiegarvela nel modo più semplice. Quando la magistratura ha indagato Alfredo Romeo – nel 2016 – nell’ambito della famosa inchiesta Consip, la stessa Consip ha deciso di escludere la Romeo Gestioni dalle gare, sebbene Romeo fosse largamente primo in diverse di queste gare. Perché? Una misura precauzionale e discrezionale: così la motivarono gli amministratori, e cioè prima Luigi Marroni e poi Cristiano Cannarsa.

Dissero che per via dell’avviso di garanzia ad Alfredo Romeo, la Romeo Gestioni non era più affidabile. Anche se aveva fatto l’offerta migliore e più conveniente. E perché mai una azienda non sarebbe più affidabile se il suo azionista è indagato? Un indagato, di solito, andrebbe considerato innocente fino ad eventuale condanna. E poi Alfredo Romeo non era l’amministratore della Romeo Gestioni. E oltretutto non era indagato per aver reso un cattivo servizio, o avere imbrogliato sulle forniture, o sul lavoro reso, ma per ragioni che non avevano niente a che fare con il merito e il risultato del lavoro delle sue aziende. E allora, su che base sarebbe diventato inaffidabile? Mistero.

La decisione di Marroni però crea un bel casino: produce dei danni giganteschi alla Romeo Gestioni, che è una azienda grande e florida, con migliaia di dipendenti. E probabilmente favorisce altre aziende, che scalano la classifica anche se le loro offerte sono meno convenienti.
Romeo fa ricorso al tribunale amministrativo, per chiedere i danni. Ma il tribunale amministrativo dice che non c’è niente di irregolare nella decisione degli Ad di Consip, perché la decisione è discrezionale ed è nei loro poteri. Allora Romeo si rivolge al tribunale civile, sostenendo che la decisione fu presa in conflitto di interessi. Ed esibendo al riguardo una copiosa documentazione.

Di che si tratta? Del fatto che dall’inchiesta giudiziaria risulta che l’Ad di Consip, Luigi Marroni, interveniva direttamente per influenzare l’esito delle gare e per accogliere le raccomandazioni ricevute da aziende concorrenti (raccomandazioni che non ha mai denunciato). Come interveniva? Dialogando con il Presidente della commissione di gara, chiedendo informazioni sull’andamento delle gare, e spiegando l’opportunità politica di escludere la Romeo Gestioni e comunque di non farla vincere. Risultano persino delle cene tra Marroni e i rappresentanti di alcune delle imprese concorrenti. Se non è conflitto di interesse questo, cos’è un conflitto di interesse? È di fronte a questa situazione che l’altro giorno il tribunale civile, nella persona del dott. Stefano Cardinali, ha preso la decisione: il ricorso della Romeo è più che legittimo e la prima udienza è fissata per il 21 dicembre.