Ahmed Ben Daoud ogni giorno si tuffa nelle acque del fiume Adda a Sondrio per ritrovare la figlia scomparsa lo scorso 1 settembre. Due pescatori hanno segnalato stamani la presenza di un corpo senza vita che galleggiava sull’Adda, circa 500 metri dopo il ponte della località San Pietro, in territorio comunale di Berbenno (Sondrio), in direzione di Morbegno.

I cittadini hanno allertato i vigili del fuoco del Comando provinciale di Sondrio e le forze dell’ordine, per tentare il recupero. L’ipotesi, in attesa di conferme ufficiali, è che si tratti del corpo di Hafsa Ben Daoud la ragazzina quindicenne scomparsa il 1° settembre inghiottita dal fiume mentre si trovava nel Parco Bartesaghi con la cugina e altri familiari. Il padre, da allora, ogni giorno si è immerso nel fiume in cerca del corpo di Hafsa e non si arrende, nonostante il pericolo di quel fiume impervio.

Ogni giorno in tanti lo vedono tuffarsi e cercarla senza darsi pace. È partita così una “colletta” di messaggi a catena e solidarietà per aiutare questo padre a ritrovare la propria figlia. L’1 settembre Hafsa stava tentando di attraversare il fiume Adda per raggiungere una spiaggetta, ma è stata fagocitata dalle acque e il suo corpo non è ancora stato trovato. Quando è scomparsa papà Ahmed era in Marocco, suo Paese d’origine.

Ma da quando è rientrato ogni giorno si reca al fiume in bicicletta, si immerge e cerca la figlia. Una scena straziante, immortalata da un video pubblicato su Facebook da Piero Carnini: “Faccio spesso passeggiate in quella zona, dove il fiume assomiglia più a un torrente per il corso impetuoso. – racconto il sondriese -. Mi ero già imbattuto in quell’uomo nei giorni precedenti, mentre conduceva le sue ricerche da riva, aiutandosi con un lungo bastone. In quell’occasione però l’ho visto buttarsi, nonostante la presenza di un suo amico che gli urlava di uscire perché era troppo pericoloso”