Un duro attacco a Papa Leone, l’ennesimo di uno scontro che da giorni non conosce fine, ed è senza precedenti. Trump sul suo social Truth ha definito il vescovo di Roma “debole sulla criminalità e pessimo in politica estera”, aggiungendo che “non sarebbe Papa senza di lui”, invitando il pontefice a essergli grato e criticandolo per le sue posizioni sull’Iran.

Trump e Leone, il precedente scontro sul conflitto in Iran

Riguardo il conflitto, soltanto pochi giorni fa Leone XIV aveva lanciato un messaggio chiaro dalla sua residenza di Castel Gandolfo ai cronisti presenti: “Come tutti sappiamo c’è stata una minaccia contro tutto il popolo dell’Iran. Questo non è accettabile, ci sono questioni di diritto internazionale, è anche una questione morale per il bene del popolo intero. Invito a pensare ai tanti innocenti, ai tanti bambini e anziani che sarebbero anche loro vittime di questa escalation”. Parole quasi obbligate visto che poche ore prima il Presidente USA aveva allarmato la difesa globale pronunciando la frase “Un’intera civiltà morirà stanotte, non vorrei ma è probabile”. Settimane prime il primo Papa americano aveva fatto sapere di aver parlato con Trump per porre fine al conflitto in Iran, mentre il Presidente sosteneva di non volere una tregua. Un confronto diretto del quale poco è stato reso noto, e che è continuato a colpi di parole davanti ai media: “Non piace a lui come non piace a me, non mi diverto”, aveva risposto Trump difendendo la sua posizione sul conflitto: “Io sono quello che ha messo fine a otto guerre, salvando milioni di persone e questa guerra è appoggiata da Dio perché non vuole vedere la gente soffrire”. 

L’affondo di Trump a Leone XIV

Nel messaggio social di oggi, invece, Trump ha ribadito la sua: “Non voglio un Papa che pensi che vada bene per l’Iran avere un’arma nucleare. Non voglio un Papa che pensi che sia terribile che l’America abbia attaccato il Venezuela, un Paese che stava inviando enormi quantità di droga negli Stati Uniti e, cosa ancora peggiore, svuotando le proprie prigioni — inclusi assassini, spacciatori e killer — mandandoli nel nostro Paese. E non voglio un Papa che critichi il presidente degli Stati Uniti quando sto facendo esattamente ciò per cui sono stato eletto, con una VITTORIA SCHIACCIANTE, ottenendo numeri record di criminalità ai minimi storici e creando il più grande mercato azionario della storia”.

Il duro attacco a Leone: “Non sarebbe Papa senza di me”

Nel suo messaggio Trump dà anche la sua versione sull’elezione a Papa di Leone: “Non era in nessuna lista per diventare Papa ed è stato messo lì dalla Chiesa solo perché era americano, e si pensava che quello fosse il modo migliore per trattare con il Presidente Donald J. Trump. Se io non fossi alla Casa Bianca, Leo non sarebbe in Vaticano. Dovrebbe rimettersi in carreggiata come Papa, usare il buon senso, smettere di compiacere la sinistra radicale e concentrarsi sull’essere un grande Pontefice, non un politico. Questo lo sta danneggiando molto e, cosa ancora più importante, sta danneggiando la Chiesa cattolica!”. 

Il rapporto incrinato già in partenza

Un rapporto, quello tra i due, incrinato già in partenza: prima che venisse nominato Vescovo di Roma, Prevost aveva criticato chiaramente le politiche di Trump su di immigrazione e giustizia sociale. Poi, lo scorso autunno, in occasione di alcune anticipazioni della prima intervista contenuta in una biografia scritta da Elise Allen per Penguinbook, aveva ribadito la sua “preoccupazione per alcuni eventi negli Stati Uniti”, rimarcando che “a volte le decisioni vengono prese più considerando fattori economici che quelli di dignità umana”. Infine, nell’attacco odierno del Presidente USA è stato tirato in ballo anche il fratello del Pontefice, Louis: “Lo preferisco di gran lunga a lui,  perché è totalmente Maga. Ha capito tutto. Non voglio un Papa che ritenga accettabile che l’Iran possieda l’arma nucleare”.

Le parole di Leone: “Non voglio entrare in dibattito con lui”

“Io non ho paura dell’amministrazione Trump”, “parlo del Vangelo” e quindi “continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra”. Lo ha detto Papa Leone XIV commentando con i giornalisti sul volo da Roma ad Algeri l’attacco di Trump contro di lui. “Non ho intenzione di entrare in un dibattito con lui”, ha aggiunto.

Meloni: “Inaccettabili parole Trump”

Nel tardo pomeriggio di oggi, 13 aprile, arriva la condanna della premier Giorgia Meloni: “Trovo inaccettabili le parole del Presidente Trump nei confronti del Santo Padre. Il Papa è il capo della Chiesa Cattolica, ed è giusto e normale che invochi la pace e che condanni ogni forma di guerra”.

Redazione

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