Politica
La politica moscia di Tajani e il nodo irrisolto di Forza Italia. Breve storia degli azzurri che ora devono cambiare pelle
Quello fondato da Berlusconi è un partito che continua a vivere di rendita sul suo carisma, senza aver ancora trovato una ragione per esistere dopo di lui. È questa la crepa che lo attraversa: da rivoluzione liberale a contenitore senza motore, privo oggi di una visione all’altezza del Mediterraneo e dell’Europa. Il Cav era il dominus e, dopo la sua scomparsa, ciò che rimane è un partito simulacro di quello fondato dai “magnifici cinque”, tra i quali Antonio Tajani.
Oggi Marina Berlusconi interviene a favore della riforma della magistratura e contro Donald Trump. Un dibattito che si concentra su un punto: chi tra lei e Pier Silvio scenderebbe in politica e avrebbe maggiori chance? Tajani, cui va riconosciuta la capacità di aver tenuto in vita Forza Italia senza il Cav, è accusato di fare una politica moscia, di piegarsi a Giorgia Meloni e di non avere una visione. Alla luce delle loro attività imprenditoriali è difficile immaginare che i figli vogliano scendere in campo. Berlusconi era un unicum, capace di incantare: qualità che non sembra appartenere ai suoi eredi. Il partito-azienda funzionò nella fase iniziale, con il personale di Publitalia.
Ma quando la politica divenne scontro vero e Berlusconi perse contro Prodi, nel 1996 e nel 2006, aprì ai professionisti della politica. Capì che il “partito di plastica”, privo di radicamento, non bastava. Cambiò pelle a Forza Italia, restando però un monarca: decideva tutto, forte di un consenso personale straordinario. La parabola discendente iniziò quando Fini e Casini contestarono la sua politica personalistica nel campo della giustizia soprattutto. La rottura con Fini nel 2010 fu simbolica: “Che fai, mi cacci?”. Poi arrivarono la crisi del 2011, le dimissioni e la decadenza da senatore. Da lì, un lento declino fino al 2022, quando Forza Italia cedette la leadership del centrodestra a Giorgia Meloni.
La famiglia Berlusconi spinge per un ricambio della classe dirigente e Tajani è sotto attacco. Per dare un segnale di discontinuità, il malcapitato Maurizio Gasparri ha ceduto la carica di capogruppo a Stefania Craxi. Le fibrillazioni interne sono già proiettate verso le politiche del 2027: quanti parlamentari saranno ascrivibili alla famiglia e quanti a Tajani? Il punto non è chi guiderà Forza Italia, ma se Forza Italia ha ancora qualcosa da dire al Paese.
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