Da “un’intera civiltà morirà stanotte, per non tornare mai più” a “un grande giorno per la pace nel mondo!”. Tutto nel giro di poche ore. E’ la sintesi perfetta per descrivere Donald Trump. Dopo giorni di minacce continue con deadline fissata per le 2 della scorsa notte (le 20 sulla costa Est americana), il presidente degli Stati Uniti, probabilmente anche in seguito a pressioni interne, accetta la proposta di tregua avanzata dal Pakistan che prevede due settimane di “pace” e la riapertura dello Stretto di Hormuz (per il passaggio del petrolio) con cui l’Iran sta mettendo in ginocchio l’economia mondiale.

Dopo 38 giorni di guerra (iniziata il 28 febbraio scorso), al termine di una giornata ad alta tensione, Stati Uniti e Iran hanno raggiunto l’accordo per un cessate il fuoco, a poche ore dalla minaccia del presidente Usa Donald Trump di colpire duramente la Repubblica islamica se non avesse consentito il passaggio sicuro delle navi commerciali attraverso lo stretto di Hormuz. Da qui la proposta di Islamabad: tregua di due settimane con la riapertura da parte dell’Iran dello Stretto per consentire il passaggio indisturbato di petroliere, navi gasiere e altre imbarcazioni. Proposta accettata anche da Teheran probabilmente anche grazie alla mediazione della Cina di Xi Jinping che tra un mese, a maggio, dovrebbe ospitare a Pechino la visita di Trump.

Nella tarda serata di martedì 7 aprile, tre ore prima della scadenza dell’out out, Trump sui social annuncia l’intesa:

“Sulla base delle conversazioni con il primo ministro Shehbaz Sharif e con il feldmaresciallo Asim Munir, del Pakistan, nel corso delle quali mi hanno chiesto di sospendere la forza distruttiva che sarebbe stata inviata questa sera contro l’Iran, e a condizione che la Repubblica islamica dell’Iran accetti la completa, immediata e sicura riapertura dello stretto di Hormuz, accetto di sospendere per un periodo di due settimane i bombardamenti e l’attacco contro l’Iran. Questo sarà un cessate il fuoco da entrambe le parti! La ragione di questa decisione è che abbiamo già raggiunto e superato tutti gli obiettivi militari, e siamo molto avanti verso un accordo definitivo riguardante una pace di lungo periodo con l’Iran e la pace in Medio Oriente. Abbiamo ricevuto dall’Iran una proposta in 10 punti, e riteniamo che costituisca una base praticabile su cui negoziare. Quasi tutti i vari punti di contrasto del passato sono già stati concordati tra gli Stati Uniti e l’Iran, ma un periodo di due settimane consentirà di finalizzare e perfezionare l’accordo. A nome degli Stati Uniti d’America, come presidente, e anche in rappresentanza dei Paesi del Medio Oriente, è un onore vedere questo problema di lungo periodo vicino alla soluzione. Grazie per l’attenzione su questa questione! Presidente DONALD J. Trump”.

La riapertura dello Stretto di Hormuz

Annuncio cui fa seguito un altro post dove The Donald parla addirittura di “età dell’oro in Medio Oriente”, fino ad ora martoriato da guerre: “Un grande giorno per la pace nel mondo. L’Iran vuole accada, ne hanno abbastanza! E lo stesso vale per tutti gli altri!. Gli Stati Uniti aiuteranno a gestire l’accumulo di traffico nello Stretto di Hormuz. Ci saranno molte iniziative positive! Si faranno molti soldi. L’Iran può avviare il processo di ricostruzione. Caricheremo rifornimenti di ogni tipo e resteremo semplicemente ‘in giro’ per assicurarci che tutto vada bene. Sono fiducioso sarà così – conclude – Come negli Stati Uniti, questa potrebbe essere l’Età dell’Oro del Medio Oriente”.

La tregua e la posizione di Israele sul Libano

Tregua di due settimane che – precisa il Pakistan – riguarderà anche altre aree del Medio Oriente, a partire dal sud del Libano dove, dall’inizio della guerra all’Iran, Israele ha intensificato le attività belliche contro Hezbollah. Proprio su quest’ultimo aspetto non c’è intesa perché lo stesso Israele ha dichiarato di sostenere la decisione del presidente americano Donald Trump di sospendere gli attacchi contro l’Iran per due settimane nell’ambito di un accordo di cessate il fuoco in cambio della riapertura dello stretto di Hormuz, ma ha assicurato che la tregua non include il Libano.

“Israele sostiene la decisione del presidente Trump di sospendere i raid contro l’Iran per due settimane a patto che l’Iran apra immediatamente lo Stretto e fermi tutti gli attacchi contro Usa, Israele e Paesi nella regione”. E’ quanto si legge in una dichiarazione diffusa su X dall’ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu. La dichiarazione puntualizza che “il cessate il fuoco di due settimane non include il Libano” a differenza di quanto era stato annunciato nella notte su X dal premier del Pakistan.

Giù il petrolio, a Islamabad l’incontro Usa-Iran

Con la tregua al momento siglata e la riapertura dello Stretto di Hormuz, il prezzo del petrolio è già in discesa. Il Wti con consegna a maggio passa di mano a 95,67 dollari con una flessione del 15,30% mentre il Brent con consegna a giugno è scambiato a 93,93 dollari al barile con una riduzione del 14,03%.

Il Pakistan ha invitato sia Iran che Stati Uniti a tenere colloqui a Islamabad venerdì 10 aprile.

Redazione

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