Donald Trump non molla la sua battaglia elettorale per ribaltare il voto espresso dalle elezioni del 3 novembre scorso, vinte dal candidato Democratico Joe Biden. Il presidente uscente deve però fare i conti con azioni legali che per ora si sono rivelate dei clamorosi flop: l’ultimo riguarda la Pennsylvania, dove un giudice federale ha respinto l’azione legale della campagna elettorale di Donald Trump per sospendere la certificazione del voto nello stato.

“Non è in potere di questa Corte violare la Costituzione”, ha scritto sabato il giudice Matthew Brann della Corte distrettuale degli Stati Uniti nel distretto centrale della Pennsylvania. Il giudice, peraltro repubblicano, ha respinto il tentativo della campagna di Trump di respingere il voto in Pennsylvania, osservando che Biden ha vinto lo Stato e che i risultati saranno certificati dai funzionari statali lunedì. Biden ha un margine di oltre 81mila voti nello Stato.

OK GEORGIA A RICONTEGGIO – La Georgia invece effettuerà un altro riconteggio delle sue schede presidenziali dopo la richiesta della campagna di Donald Trump, ma è estremamente improbabile che il il nuovo computo delle schede cambi il risultato finale.

“Poiché il margine è ancora inferiore allo 0,5%, il presidente può richiedere un riconteggio dopo la certificazione dei risultati. Tale riconteggio sarà condotto rianalizzando tutte le schede cartacee”, ha spiegato il segretario di Stato della Georgia Brad Raffensperger in una dichiarazione dopo che il controllo statale dei risultati presidenziali era stato completato.

Il presidente eletto Joe Biden, che è stato dichiarato vincitore venerdì dopo che lo Stato ha certificato i risultati, ha 12.670 votie o lo 0,2% di vantaggio su Trump in Georgia.

TRUMP NON MOLLA – Come detto, il tycoon almeno pubblicamente non vuole mollare la presa sulla sua battaglia. Su Twitter l’ultima ‘sparata’, ancora una volta senza fornire prove di brogli: “Perché Joe Biden sta formando così rapidamente un’amministrazione quando i miei investigatori hanno trovato centinaia di migliaia di voti illegali, sufficienti per “ribaltare” almeno quattro Stati e quindi più che sufficiente per vincere le elezioni?”, si chiede il presidente uscente, con il social che ha ‘marchiato’ come disinformazione il tweet.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia