Un italiano su quattro è pronto a votare per le Sardine. Secondo un sondaggio pubblicato da Repubblica, il consenso per il movimento partito da Bologna non fa che crescere. Ma Mattia Santori, l’uomo-immagine delle Sardine, nega che ci siano ambizioni politiche: “Noi siamo partiti contro i sondaggi, la manifestazione di Bologna era un modo per dimostrare che i sondaggi erano campati per aria e pubblicati per distorcere la percezione delle persone. Su questo non cambiamo idea”, spiega Santori a Circo Massimo, su Radio Capital.

“Noi – aggiunge – siamo contenti non quando ci danno il 25% ma quando le persone scendono in piazza. Se davvero un italiano su quattro è con noi, lo vedremo in piazza. Anche sabato, a Roma, a piazza San Giovanni”. Nessun partito all’orizzonte, quindi: “Ogni giorno scopriamo che c’è un vuoto di rappresentanza più grande di quello che pensassimo, ma sarebbe anche incoerente, non essendo nati come movimento che si sostituisce alla politica, cambiare idea e capitalizzare il consenso che non abbiamo mai voluto avere. Non siamo nati con l’idea di non fare un partito”.

Ma è vero o no che dietro le Sardine c’è Romano Prodi? “Fa parte della barzelletta di questo mese il fatto che la gente non percepisca che l’opposizione a qualcosa di brutto possa nascere dal basso e scatenare un’ondata così forte”, ribatte Santori, che però ammette la stima per il professore: “Se sono un estimatore di Prodi? In passato sì, a Bologna è una persona politicamente molto apprezzata”. Fra i tanti endorsement ricevuti, anche quello che non t’aspetti: da Francesca Pascale, la compagna di Silvio Berlusconi: “La accettiamo volentieri, ma fa un’apertura al netto del fatto che Forza Italia fa parte della stessa coalizione e sostiene gli stessi candidati della Lega, di cui è una stampella“, chiarisce il 32enne bolognese.

“Bisognerebbe prendere distanze non solo in piazza ma anche nei banchi del parlamento. Quando c’è stato il non applauso a Liliana Segre non mi sembra che i parlamentari di Forza Italia si siano alzati…”. Maurizio Belpietro su La Verità parla di “Sardine sott’odio” e dei commenti forti comparsi nelle piazze o nei post su Facebook: “Uno dei codici di condotta di quando ci contattato è il linguaggio, è il terreno su cui lavoriamo di più e su cui abbiamo colpito nel segno”, risponde Santori, “Noi non abbocchiamo se non cadiamo nei tranelli della comunicazione leghista e non solo e soprattutto quando non scadiamo nello stesso linguaggio. Nelle pagine Facebook tutti stanno ben attenti a proteggere questo aspetto. Siamo molto fluidi, quindi è difficile andare a verificare tutte le piazze. È difficile anche per un partito”.

Ma come si organizzano le manifestazioni in tutta Italia? “Non sono il capo delle Sardine. Nessuno è il capo. A Bologna c’è un coordinamento che ci hanno chiesto dai territori. Essendo un movimento spontaneo, c’è qualcuno in una città che organizza un evento scrivendo su Facebook 6000 Sardine. Questa persona ci contatta, o noi contattiamo lui, e iniziamo a parlare, ad avere una relazione umana, e quando verifichiamo che ha capito l’intento del messaggio gli diamo l’ok e lo ufficializziamo sulla pagina centrale”, spiega Santori, “È la prima selezione all’ingresso. A Roma ci vedremo con i referenti delle città che non sono persone che hanno creato un gruppo su Facebook, ma persone che si sono attivate per organizzare una piazza, che hanno chiesto i permessi in questura e hanno messo la faccia sui giornali. Queste persone si vedranno a Roma, sarà un momento conoscitivo, e in quel momento si farà un bilancio di quello che è stato, e da lì si tornerà a lavorare sui territori. Non è proprio un congresso”.

E come si evitano le “intrusioni” dei politici di professione? “Quando contattiamo i referenti c’è una specie di interrogatorio per capire che non vi siano politici. Se uno ha avuto un passato politico a noi non interessa. Chiediamo non di farsi da parte ma rimanere nel gruppo e fare in modo che il gruppo sia più variegato. Questo aiuta a far sì che quando qualcuno cerca di emergere o capitalizzare, ha una rete di anticorpi pronta a mandarci una segnalazione, a dirci che c’è pinco pallo che sta cercando di fare carriera politica. Non è sbagliato a prescindere, ma se uno vuole valutare l’opzione di fare politica si iscrive a un partito e fa politica in quel partito”. Su diversi quotidiani, nota Massimo Giannini, Santori dà risposte evasive ad alcune domande, ad esempio a quelle sul referendum costituzionale o su Marco Biagi o sul 25 aprile nell’intervista al Fatto Quotidiano: “Non ho letto l’intervista, ma le mie risposte non erano proprio quelle. La mia troppa esposizione, su cui sicuramente ho sbagliato in primis, porta a farmi rispondere o no ad alcune domande scomode. Quando cerco di sviare alcune domande è perché so che vengono strumentalizzate”, dice Santori, “Politicamente ho le idee chiare, ma voglio evitare che il mio giudizio venga etichettato con quello di tutto il fenomeno delle Sardine”.