Dopo le clamorose inchieste che nel 2025 hanno colpito la gestione dell’urbanistica milanese, gli ultimi mesi hanno registrato fatti che smontano completamente i teoremi della Procura. Prima il gip che non riconosce l’induzione indebita nel filone Pirellino per Beppe Sala e Stefano Boeri. Poi la Cassazione che respinge le misure cautelari per Catella, Scandurra e Bezziccheri. Poi l’assoluzione di Bezziccheri e di altri per abuso edilizio e lottizzazione abusiva nel processo su Torre Milano, e infine la Corte dei conti che smentisce il danno erariale e assolve i tre funzionari dell’Urbanistica comunale.

Vedremo gli esiti degli altri processi in corso, nel frattempo l’incertezza normativa ha fermato 300 cantieri, bloccato 12 miliardi di investimenti, tagliato gli introiti del Comune di quegli oneri di urbanizzazione che non arriveranno e, soprattutto, sequestrato la vita di quei cittadini che si sono trovati le case sospese. La confusione di norme statali, regionali e comunali vetuste e contraddittorie, come i conflitti di competenza fra Corte dei conti, TAR e Procure devono essere superati con un intervento straordinario. Abbiamo visto, infatti, che le soluzioni ordinarie come quella tentata negli ultimi mesi dal Comune non funzionano: in questo quadro confuso i funzionari hanno il terrore di assumersi responsabilità con le pratiche autorizzative.

Dopo il naufragio del Salva Milano, impantanatosi alla Camera per rivalità politiche, il Partito Liberaldemocratico avanza una proposta per superare lo stallo. La nostra soluzione riguarda esclusivamente i cantieri sospesi per irregolarità amministrativourbanistiche e si basa sulla sentenza del Consiglio di Stato di novembre 2025, una posizione giuridicamente sostenibile che supera le interpretazioni di􀆯ormi e fornisce il fondamento per un percorso di regolarizzazione. Al Governo chiediamo un decreto-legge d’urgenza, che perimetri con precisione i cantieri coinvolti, fissi scadenze vincolanti e preveda poteri sostitutivi in caso di inerzia del Comune nel regolarizzare le posizioni, d’intesa con imprese e residenti. Al Comune di Milano spetterà creare una task force dedicata per istruire e approvare i piani attuativi necessari, con un responsabile unico e piena trasparenza sui progressi.

Per acquirenti e operatori verrà creato uno sportello Ufficio per i Piani Attuativi, con diritti di informazione, reporting periodico garantito e tutele finanziarie a carico di chi costruisce – un’indennità per i ritardi assistita da garanzia fideiussoria e la garanzia di restituzione delle somme versate. L’obiettivo non è riaprire i cantieri a tutti i costi, né sanzionare chi ha operato in un quadro normativo ambiguo. È dare a ogni pratica sospesa una via d’uscita legale, certa e verificabile nell’interesse di tutti. I cittadini devono avere la casa che hanno pagato, le imprese devono operare con serenità in un quadro normativo certo, i funzionari comunali devono poter firmare una pratica senza rischiare il patrimonio. E Milano, polo trainante del nostro Paese, deve ripartire e tornare ad attrarre gli investimenti. Questi sono valori che il Partito Liberaldemocratico difende e sui quali baserà la prossima campagna elettorale.

Adriana Pepe

Autore

Segretaria Provinciale del Partito Liberaldemocratico di Milano Metropolitana