Joe Biden è ufficialmente il candidato dei democratici alla presidenza degli Stati Uniti. È emerso dopo la seconda giornata della convention virtuale del partito. “È l’onore della mia vita accettare la nomination del partito democratico per la presidenza degli Stati Uniti d’America”, ha twittato l’ex vicepresidente che dovrà sfidare Donald Trump nelle elezioni di novembre e cui spetterà di conciliare le istanze della sinistra centrista e di quella più estrema rappresentata dal socialista Bernie Sanders.

Il passaggio formale della conferma della candidatura è arrivato in un clima surreale, durante una convention virtuale, senza delegati presenti. A riecheggiare, come in ogni altra occasione, è stato lo spirito di unità che aleggia attorno al candidato che avrà l’obiettivo di mettere fine alla presidenza di Donald Trump. Numerosi gli interventi delle diverse anime democratiche.

Congratulazioni da parte dell’ex presidente Barack Obama a quello che è stato il suo vice: “Sono orgoglioso di te”. Parole di fiducia e unità anche da parte di Jill, moglie di Biden: “Come si ricostruisce una famiglia distrutta? Nello stesso modo in cui si ricostruisce un Paese. Con amore e comprensione, con piccoli atti di empatia. Con coraggio e con una fede irremovibile – ha detto – Joe farà per le vostre famiglie quello che fa per la sua – ha proseguito l’aspirante First Lady rivolgendosi agli americani e aggiungendo un messaggio di unità – “l’amore ci rende resilienti e ci consente di diventare meglio di quello che siamo da soli. Joe può unirci e farci andare avanti”.

La deputata Alexandria Ocasio-Cortez è intervenuta prima dell’apertura del roll call e ha sostenuto la candidatura di Bernie Sanders per aver creato un “movimento storico”. Un intervento che ha confuso molti, tanto da portare AOC a dover spiegare in un tweet: “Se siete confusi, non vi preoccupate. Le regole della convention richiedono la roll call e le nomination per tutti i candidati che superano la soglia dei delegati. Mi è stato chiesto di essere la seconda per la nomination di Sanders per il roll call. Le mie profonde congratulazioni a Joe Biden, ora andiamo e vinciamo a novembre”. I sostenitori di Bernie Sanders, di Elizabeth Warren, della stessa Ocasio- Cortez si sono ritrovati come ticket presidenziale il centrista Joe Biden e la controversa (per la sua politica legge-e-ordine) Kamala Harris. La scarsa fiducia era scontata.

Dall’altra parte lo spirito centrista del partito, con gli strateghi di Biden che hanno lanciato nuovi messaggi concilianti ai repubblicani non trumpiani. Alla convention sono intervenuti il generale il generale Colin Powell, ex segretario di Stato di Bush jr, e Cindy McCain, la vedova dell’ex candidato repubblicano alla Casa Bianca, senatore ed eroe di guerra, John McCain. Quest’ultima, in un video, ha ricordato l’amicizia tra “John e Joe” che sulla cara non avrebbe dovuto funzionare e che “invece è durata oltre 30 anni”.

Intervenuto anche l’ex presidente Bill Clinton: “Non vogliamo un presidente che crolla come un castello di carta durante una crisi – ha detto Clinton – siamo l’unico Paese industrializzato ad aver triplicato la disoccupazione, per l’ostinazione di Trump a negare qualsiasi responsabilità. Abbiamo bisogno di un leader che guidi l’America. Joe Biden vuole costruire l’economia meglio di come è stata fatto, è lui il miglior presidente per gli agricoltori, per chi lavora nell’assistenza, per i bambini, lui lavorerà perché la vostra pensione non sia rischio. Sapete cosa farebbe Trump per altri quattro anni: attaccare, dare la colpa agli altri, fare il bullo”. Altri interventi sono stati quelli dell’ex presidente 95enne Jimmy Carter e dello speaker della minoranza al Senato Chuck Schumer.