“Con un voto per corrispondenza universale (non un voto in assenza che sarebbe un bene), il 2020 sarà l’anno delle elezioni più inaccurate e fraudolente della storia. Sarà un grande imbarazzo per gli Stati Uniti. Rinviare le elezioni a quando la gente potrà votare in sicurezza?”. E’ questa la richiesta che il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha proposto sul suo profilo twitter ipotizzando il rinvio delle elezioni americane previste per il prossimo 3 novembre. Il timore sollevato da Trump deriverebbe dunque dal fatto che il voto tramite posta potrebbe essere truccato. Il Presidente americano, però, non ha allegato prove a sostegno della sua ipotesi secondo la quale il voto via posta potrebbe portare a vaste frodi elettorali.

In ogni caso, il rinvio delle elezioni non spetta al Presidente degli Stati Uniti ma è una prerogativa del Congresso. Infatti, Trump non ha alcun potere per cambiare unilateralmente la data delle elezioni che è fissata dalla legge federale. Il messaggio di The Donald arriva puntuale nel momento in cui i sondaggi lo vedono svantaggiato nella maggior parte degli Stati chiave rispetto al rivale democratico Joe Biden, con il quale si contende il ruolo della Presidenza alla Casa Bianca.

 

PERCHE’ NON E’ POSSIBILE – Va precisato che il presidente non ha i poteri per spostare la data delle elezioni, né per modificarne le regole generali: entrambe sono di competenza del Congresso, controllato dai Democratici e contrari all’ipotesi. L’ipotesi di Trump inoltre si va a scontrare con il 12esimo emendamento della Costituzione, che senza eccezioni fissa l’inizio del mandato presidenziale e la fine di quello precedente al 20 gennaio.

Le accuse di Trump di frode elettorale con il voto via posta, che danneggerebbe il suo partito, è stata inoltre smentita da un’inchiesta del Washington Post e della no-profit Electronic Registration Information Center, che hanno riscontrato nel voto postale una percentuale irrisoria di ‘imbrogli’, solo lo 0,0025 per cento.

IL COVID NEGLI USA – Gli Stati Uniti per il terzo giorno consecutivo registrano più di mille morti per Coronavirus in 24 ore, quasi un decesso al minuto per Covid-19. Stando ai dati della Johns Hopkins University, I decessi ieri sono stati 1.267, per un totale di 150.700, mentre i nuovi contagi superano quota 68mila, col totale arrivato a 4,24 milioni di casi. Ora ben 21 stati sono classificati come “zona rossa”, mentre la situazione più allarmante è in Florida, dove ci sono stati 216 morti per un totale di 6.300 decessi, e in California, con 186 decessi e quasi 9mila vittime.

OBBLIGO DI MASCHERINA AL CONGRESSO – Il pericolo sempre maggiore costituito dal Covid-19 ha spinto la speaker alla Camera del Congresso Nancy Pelosi ad istituire l’obbligo di mascherina: una decisione arrivata anche per la positività al Coronavirus del deputato repubblicano Louie Gohmert, tra i più “combattivi” sul rifiuto di indossare il dispositivo di protezione personale. Arrivano invece buone notizie per Trump, il della Giustizia William Barr è risultato negativo al test sul coronavirus.