Il rapporto tra Donald Trump e i social network continua a provocare polemiche. Il tycoon americano si è visto rimuovere alcuni spot elettorali pensati per la sua campagna elettorale per la rielezione: secondo Facebook i post di Team Trump contenevano simboli nazisti e di istigazione all’odio.

Il social di Mark Zuckerberg ha commentato la decisione spiegando che “non permettiamo simboli che rappresentano organizzazioni e ideologie ispirate all’odio senza che siano contestualizzati o oggetto di condanna”. Nei post incriminati alcuni spot contenevano infatti un triangolo rosso capovolto, simbolo utilizzato dai nazisti per indicare i prigionieri politici.

Non si è fatta attendere, ovviamente, la reazione di Trump. Il suo comitato elettorale si è difeso spiegando che il triangolo rosso capovolto è “un simbolo usato dagli Antifa”, dato che nei post di Team Trump si parlava di “pericolosi gruppi di estrema sinistra” e di lotta contro il movimento Antifa.

Prosegue anche la battaglia tra Twitter, il social più utilizzato dal presidente degli Stati Uniti, e Trump. Il social ha fatto comparire sotto un suo post la scritta “Contenuto multimediale manipolato”. La contestazione riguarda un video taroccato pubblicato da Trump, molto popolare sui social: nel filmato originare un bambino bianco e uno di colore si corrono incontro per abbracciarsi, mentre in quello del presidente il bambino bianco insegue quello nero con la scritta “Bambino terrorizzato fugge da bambino razzista”.

 

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia