La Spagna torna registrare oltre mille nuovi casi di coronavirus. Non accadeva dal primo maggio scorso. Le regioni più colpite sono Aragona, Catalogna e la Comunidad di Madrid. Stando a quanto riferito dal ministero della Salute, nelle ultime 24 ore ne sono stati registrati altri 1.153, contro i 905 di ieri. Si tratta del dato più alto dallo scorso 1 maggio ed è la prima volta che il Paese supera quota 1.000 dall’8 maggio scorso, ha precisato El Pais.

OMS: VIRUS GIRA TRA I GIOVANI – Intanto continua la corsa al vaccino contro il Covid-19 mentre l’Organizzazione mondiale della sanità lancia l’allarme per l’aumento dei casi fra i giovani europei. Parlando ai microfoni della Bbc, il direttore regionale dell’Oms Europa, Hans Kluge, ha riferito che l’agenzia Onu sta ricevendo notizie dalle autorità sanitarie di un abbassamento dell’età media dei nuovi contagiati, per questo occorre “coinvolgere meglio i giovani”, nella lotta alla pandemia. Kluge ha notato come sempre più Paesi stiano registrando nuovi focolai localizzati.

PICCO IN SPAGNA, GERMANIA E USA – E’ il caso della Spagna, ma anche della Germania, dove nelle ultime 24 ore la curva dei contagi è tornata a crescere con 684 nuovi casi, circa il doppio rispetto alla media registrata nelle ultime settimane. La pandemia continua a correre negli Stati Uniti che, secondo il conteggio effettuato dal New York Times, hanno superato la quota dei 150 mila decessi, con 1.592 vittime e oltre 60 mila contagi registrati nelle ultime 24 ore. Il dato più alto da circa due mesi e mezzo. Ora ben 21 stati sono classificati come “zona rossa”.

101 CASI IN CINA – I contagi aumentano anche in Cina dove ne sono stati rilevati 101 in un giorno. Di questi, 89 sono legati al focolaio dello Xinjiang. A preoccupare è soprattutto la situazione di Hong Kong. A lanciare l’allarme è stata la governatrice Carrie Lam dicendo che il sistema sanitario della città rischia il collasso a causa dell’aumento delle infezioni.

RUSSIA-USA, SFIDA VACCINO – Washington intanto continua la corsa al vaccino. Buone notizie sono arrivate da quello in fase di sperimentazione elaborato dalla società Moderna Inc. con l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive, guidato da Anthony Fauci. Secondo uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, il vaccino sarebbe risultato efficace sui macachi. I primati che hanno ricevuto le dosi e sono stati successivamente infettati con il Sars-CoV-2, sono riusciti ad eliminare rapidamente il virus dai polmoni. Alla corsa al vaccino partecipa anche Mosca che si è dovuta difendere dalle accuse secondo cui avrebbe diffuso, attraverso 3 siti on line, false notizie relative alla pandemia negli Stati Uniti. La Russia punta ad approvare entro il 10 agosto il vaccino sviluppato dall’istituto Gamaleya ma Putin ha comunque avvertito il governo di rimanere preparato a una possibile nuova ondata. Il Regno Unito ha firmato un accordo con i giganti farmaceutici Sanofi e GlaxoSmithKline per garantirsi una fornitura fino a 60 milioni di dosi del loro vaccino in fase sperimentale, mentre la Germania, che ha annunciato nuovi investimenti nella ricerca, ha riferito che difficilmente si arriverà ad ottenerlo prima di metà 2021. Intanto l’Unione europea si è assicurata una massiccia fornitura di Remdesivir, il farmaco considerato efficace per il trattamento del Covid-19, grazie ad un contratto multimilionario con la società farmaceutica Gilead che garantirà una cura a circa 30 mila pazienti.

INCUBO SPAGNA: VIRUS ANCHE TRA CALCIATORI – L’incubo Covid-19 si abbatte sullo sport spagnolo e sul calcio in particolare, a pochi giorni dalla ripresa delle coppe europee. Dopo il caso di Mariano Diaz del Real Madrid reso noto ieri, oggi è toccato al Siviglia comunicare che un suo calciatore è risultato positivo al coronavirus. Il club andaluso la prossima settimana dovrà affrontare la Roma negli ottavi di finale di Europa League, il 6 agosto in campo neutro a Duisburg. Nel comunicato non viene reso noto il nome del giocatore, che è stato messo in isolamento domiciliare ed è asintomatico. Come previsto dal protocollo della Liga, il Siviglia ha annullato tutti gli allenamenti e provveduto a sanificare il centro sportivo.

Inoltre, tutto il personale presente nel centro sarà sottoposto a due tamponi, di cui uno è già risultato negativo per tutti. La squadra potrà tornare ad allenarsi solo nel caso in cui anche il secondo tampone risulterà negativo. Smentite, intanto, le voci di un Ever Banega presente nella discoteca di Valencia dove sarebbe scoppiato un focolaio. Anche alla luce di questi ultimi casi, la Spagna continua ad avere addosso gli occhi dell’Europa. Nelle ultime due settimane i contagi giornalieri si sono triplicati, tanto che alcuni paesi come Francia, Germania e Inghilterra sconsigliano ai propri cittadini di recarsi in alcune regioni iberiche. Una situazione che potrebbe avere contraccolpi anche sulla ripresa delle coppe europee, a cui parteciperanno cinque squadre spagnole: Barcellona, Real Madrid e Atletico Madrid in Champions; Siviglia e Getafe in Europa League.

Per il momento non ci sono indicazioni su possibili cambi di sede per Barcellona-Napoli dell’8 agosto, anche se la Uefa starebbe già pensando ad un piano B fra Guimaraes e Oporto, in Portogallo. Come la Roma, anche l’Inter giocherà in campo neutro in Germania contro il Getafe, a Gelsenkirchen. Il pericolo coronavirus non riguarda solo i top club, perchè un caso di positività è stato riscontrato anche nel Real Saragozza e nell’Almeria. Le due compagini di seconda divisione, impegnate nei playoff per la promozione nella Liga, hanno spiegato che i loro atleti sono stati posto in isolamento in attesa di un secondo tampone. C’è poi il caso dei tre corridori di ciclismo colombiani che hanno lasciato la Vuelta Burgos. L’Uae Team Emirates ha comunicato il ritiro di Sebastian Molano, Cristian Munoz e Camilo Ardila prima della seconda tappa. I tre corridori sono entrati in contatto con una persona positiva nella giornata di sabato, ora sono isolati e sono stati rimandati a casa secondo i protocolli dal team e dall’Uci. L’Uae ha spiegato anche che i tre corridori erano risultati negativi a due test effettuati tre giorni prima della gara.