Ancora alle prese con la variante Delta che il mondo comincia a scoprire la variante Delta Plus. È stata rilevata per la prima volta lo scorso aprile. È stata denominata AY.1 ed è stata tracciata già in nove Paesi tra cui Stati Uniti e Regno Unito. La mutazione è stata rilevata in 22 campioni provenienti da sei distretti in tre Stati dell’India in tre stati: Maharashtra, Kerala e Madhya Pradesh. Sedici solo nel Maharashtra.

La Variante Delta aveva preoccupato in particolare il Regno Unito per la brusca impennata di contagi che si è verificata nelle prime settimane di giugno. La variante è diventata dominante in Uk, ha soppiantato la variante Alfa. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) aveva adottato una nuova nomenclatura, basata sulle lettere dell’alfabeto greco, ai nuovi ceppi del virus. Le definizioni legate alla provenienza geografica delle varianti erano considerate anche discriminatorie per l’Oms e quindi la variante inglese è diventata Alfa, quella sudafricana Beta, quella brasiliana Gamma, i due sottotipi della variante indiana sono diventate Delta e Kappa. Il nome scientifico della Delta, tracciata anche in Italia, è B.1.617.2. L’Istituto Superiore di Sanità ha avviato un’indagine per cogliere la reale diffusione.

L’aumento dei contagi che ha provocato nel Regno Unito ha portato il governo di Boris Johnson a rinviare tutte le riaperture previste il 21 giugno al 19 luglio. Impennata che comunque non ha fatto registrare un aumento parallelo delle vittime. La Variante Delta Plus, secondo quanto riportato dagli studi citati dalla nota ministeriale indiana, si diffonde più velocemente della Delta, si lega più rapidamente alle cellule polmonari e sarebbe resistente anche agli anticorpi monoclonali. “Variant of concern”, è stata definita, “variante preoccupante”.

Il ministero ha comunque citato i risultati di alcuni studi che argomentavano l’efficacia dei vaccini sulla Delta – quelli sulla Plus non sono ancora disponibili. E ha fatto riferimento a Covaxin della Baharat Biotech e al Covishield del Serum Institute, prodotti proprio in India, e del preparato russo Sputnik V. Incoraggianti anche gli studi diffusi dalle autorità sanitarie britanniche che avevano reso noto l’elevata protezione (fino al 90%) contro l’ospedalizzazione per variante Delta dei sieri Pfizer BioNTech e AstraZeneca.

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi, nel discorso alla Camera dei Deputati, in vista del Consiglio Europeo, ha parlato stamane anche dei vaccini e dell’importanza di insistere anche nella cooperazione con i Paesi più arretrati nella campagna per prevenire e contrastare l’espansione delle varianti. “Ad oggi, nell’Unione Europea più di metà della popolazione adulta ha ricevuto almeno una dose di vaccino. In Italia la quota è quasi del 60% e circa il 30% della popolazione adulta ha completato l’intero ciclo di vaccinazione. I rischi legati alle varianti, e in particolare alla cosiddetta’variante Delta’, ci impongono di procedere nella campagna vaccinale con la massima intensità. Dobbiamo inoltre continuare a concentrarci sui soggetti più fragili, come i più anziani, che sono maggiormente a rischio di morte o di ospedalizzazione”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.