“Dal video di Sant’Agata di Militello si capisce che Gioele era vivo: si vede la faccia e si vede che è vivo. L’immagine è chiara. E questo rende più fondata l’ipotesi che nell’incidente stradale il bambino fosse con la madre. Parliamo di ipotesi perchè c’è un ‘buco’ di 10 minuti”. Lo ha detto il procuratore di Patti, Angelo Cavallo, sulle indagini sulla morte della dj Viviana Parisi e sulla scomparsa del figlio della donna, Gioele, di 4 anni. E intanto continuano le indagini e le ricerche per ritrovare il piccolo scomparso ormai da 11 giorni. Si diversifica il fronte delle ricerche nelle campagne di Caronia. La Procura di Patti ieri pomeriggio ha fatto eseguire nella zona dove è stato trovato il corpo della madre del bambino, Viviana Parisi, un sopralluogo da un suo nuovo consulente. “È un geologo forense – ha spiegato il procuratore Angelo Cavallo – specializzato nella ricerca di corpi sottoterra, proviamo anche questa carta. Vediamo se riusciamo a delimitare qualche zona”

Altri dettagli spuntano per ricostruire i fatti ancora molto coperti dal mistero. “Viviana vuole recarsi alla ‘Piramide della Luce’, sita in Moffa D’Affermo. Nei giorni antecedenti la scomparsa, infatti, chiede a Mariella Mondello e Maurizio Mondello dove si trovi la piramide suddetta (una installazione artistica cui, nel tempo, si è legata una diffusa mistica). Il riaccendersi dei casi di Covid acuisce la paura che qualcosa possa accadere alla propria famiglia. In particolare al proprio figlioletto”. Lo ha detto, su Facebook, l’avvocato Claudio Mondello, uno dei due legali (e cugino di Daniele Mondello marito di Viviana e padre di Gioele) della famiglia della dj di 43 anni trovata morta a Caronia, nel Messinese. La famiglia Mondello è assistita anche dall’avvocato Pietro Venuti. “Con una scusa – si legge nel lungo post su Facebook – ‘esco a comprare un paio di scarpe per Gioele’ si assicura di eludere ogni forma di vigilanza e di avere il piccolo in macchina (non dice, invero, ‘esco a comprare un giocattolo per Giole’ ma, di converso, ‘un paio di scarpe per Gioele’ per il tramite di questo artificio, infatti, sarebbe stato necessario che questi – Gioele – le indossasse prima di un eventuale acquisto pertanto avrebbe dovuto, necessariamente, allontanarsi in macchina con lei)”.

“Daniele non ci trova nulla di strano e scende in sala registrazione (oggi, persino la stampa, riferisce che non si contano gli elementi probatori che lo collocano a 100 km dal luogo dell’incidente)”. L’avvocato Mondello piega ancora: “Ieri mi sono recato a Sant’Agata di Militello: dopo la stazione di rifornimento di Tindari non ve ne sono altre che costeggino l’autostrada: la macchina aveva, probabilmente, la benzina necessaria a muoversi da Venetico (luogo di partenza) alle immediate vicinanze (Milazzo dista appena 15 km dalla casa dei coniugi) e, quindi, ad un certo punto, nell’allontanarsi per un tragitto di più di 100km, il carburante si esaurisce. Viviana esce, pertanto, a S.Agata di Militello a fare rifornimento: in paese ci sono 4 distributori (un quinto è legato ad un autolavaggio). Tre di questi distributori si raggiungono con un percorso (agevole) di circa sette minuti dal momento in cui si esce dal casello. Oggi sappiamo di nuove immagini al vaglio degli inquirenti: ieri, alcuni dei titolari-addetti dei rispettivi distributori, mi hanno riferito che gli organi inquirenti – solo in giornata – avessero chiesto loro le immagini delle rispettive installazioni. Il video di cui si discorre adesso è legato a questa attività di indagine? Viviana rientra e si incammina verso la propria meta, sita a circa 40 km da Sant’Agata di Militello”.

E ancora la ricostruzione dell’avvocato: “Prosegue lungo la propria destinazione ma si rende conto che si è fatto tardi: Daniele potrebbe insospettirsi per la propria assenza (il cellulare, ad ogni modo, lo lascia nella propria abitazione a Venetico forse proprio per evitare di essere sottoposta a controllo). È ormai prossima alla meta quando impatta con un furgoncino di operai di una ditta appaltatrice dell’autostrada: la Piramide dista, ancora, circa 20-25 km dal luogo – all’altezza di Caronia – in cui avviene l’incidente. È da questo momento, pertanto, che dobbiamo, per un verso, ricostruire la dinamica degli eventi e, per altro, sul piano giuridico individuare (se esistono) responsabilità per azioni od omissioni. Le ipotesi che residuano, per chi scrive, sono due: Viviana si allontana in preda a profondo turbamento emotivo e tale turbamento esita in omicidio-suicidio. Viviana si allontana in preda profondo turbamento emotivo e tale turbamento esita in un incidente (è una zona, quella in cui si smarrisce, irta di pericoli sia per la morfologia del terreno che per la fauna autoctona e, dato che nelle vicinanze insistono insediamenti umani, forse anche domestica)”.

“Per quale ragione si è arrampicata su quel traliccio? Forse il bambino le è sfuggito e si è inoltrato nella boscaglia? Forse voleva esplorare la zona intorno da una posizione privilegiata? Perché è caduta?”. A chiederselo su Facebook è Claudio Mondello, cugino e legale di Daniele Mondello. C’è ancora tanto da chiarire su cosa sia successo a Viviana e Gioele. E le speranze di trovare vivo il piccolo iniziano ad affievolirsi.