Il discorso
Voto Commissione UE, von der Leyen in aula: “Basta alla dipendenza energetica dalla Russia. E Orban da Putin non era in missione di pace”

Difesa, Green deal e competitività, ma anche un commento alla presidenza Ungherese del Consiglio dell’Unione europea e un piano per la lotta alle migrazioni illegali. Nel suo discorso nel giorno del voto del mandato bis, Ursula von der Leyen punta a riconfermarsi con almeno 380 preferenze alla guida della Commissione UE tracciando un percorso spedito.
Ambiente, stop alla dipendenza russa
Un elenco dei programmi fatto per accontentare tutti, che inizia dal Green Deal, una strada da intraprendere già da domani nel contesto di un piano per l’industria pulita da avviare nei primi 100 giorni del mandato: “Guardando al futuro, il Clean Industrial Deal deve consentirci di investire di più insieme nelle tecnologie pulite e strategiche e nelle industrie ad alta intensità energetica. Proporrò un nuovo Fondo europeo per la competitività nel quadro della nostra proposta per un bilancio nuovo e rafforzato. Sull’ambiente – continua – l’obiettivo è tagliare le emissioni di gas serra del 90% entro il 2040: sarà scritto nella nostra legge Ue sul clima”. Il focus si sposta anche sull’indipendenza energetica: “Ci assicureremo – specifica – che l’era della dipendenza energetica fossile dalla Russia sia finita una volta per tutte”.
Capitolo Mediterraneo
Un’Europa che continuerà a guardare al Mediterraneo. “Rifletteremo – dice von der Leyen – su nuovi modi per contrastare la migrazione irregolare nel rispetto del diritto internazionale e garantire allo stesso tempo soluzioni sostenibili ed eque per i migranti stessi. Intensificheremo inoltre il nostro lavoro sui rimpatri, sulla prevenzione della migrazione illegale e sulla lotta al traffico di esseri umani e garantirò una maggiore trasparenza nei confronti del Parlamento europeo su tali accordi”. Da qui la decisione di nominare per i prossimi cinque anni “un commissario per il Mediterraneo che lavorerà a stretto contatto con l’Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza e che si concentri su investimenti e partenariati, stabilità economica, creazione di posti di lavoro, energia, sicurezza, migrazione e altre aree di interesse reciproco, nel rispetto dei nostri valori e principi”. Per realizzare ciò proporrà di triplicare il numero di guardie costiere e di frontiera europee a 30.000 unità.
Contro Orban, demagoghi ed estremisti
Guerre e Difesa
Il nesso con le guerre sorge spontaneo, ma è su quella tra Hamas e Israele che la presidente si sofferma: “Lo spargimento di sangue a Gaza deve fermarsi, qui e ora. L’umanità non può sopportare oltre. Stiamo lavorando per un maggior sostegno all’Autorità Nazionale Palestinese. La soluzione a due Stati è il modo migliore per garantire la sicurezza, per entrambi, israeliani e palestinesi. La gente della regione merita la pace e la prosperità, e l’Ue sarà con loro”, ha aggiunto.
E sul tema Difesa arriverà la nomina di un nuovo Commissario Europeo: “Entro i cinque anni costruiremo una vera e propria Unione europea della Difesa. Gli Stati membri manterranno sempre la responsabilità delle proprie truppe, dalla dottrina allo schieramento, ma l’Europa può fare molto per sostenere e coordinare gli sforzi per rafforzare la base industriale della difesa, l’innovazione e il mercato unico”.
Gli altri piani e il voto nel pomeriggio
Nel piano anche la nomina di un commissario per l’emergenza abitativa, una road map contro la violenze sulle donne e attenzione agli agricoltori: “Mi impegnerò affinché agricoltori abbiano un reddito dignitoso e giusto: nessuno sarà obbligato a vendere sotto costo i prodotti agricoli”, ha detto poi riferendosi al comparto”. I gruppi, ora, si riuniranno per un ultimo scambio di vedute prima della votazione, a scrutinio segreto, che inizierà alle ore 13 e terminerà alle 15. La maggioranza pro-Ue sulla quale finora ha fatto perno von der Leyen – Ppe-Socialisti-Liberali – conta di 401 seggi. A questo numero va aggiunta la compagine dei Verdi, che hanno di fatto annunciato il loro sostegno alla presidente designata. Von der Leyen, quindi, parte da un teorico sostegno di 454 voti su 720, ma ci sarà da fare i conti col rebus dei franchi tiratori.
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