In Turchia è scoppiata una dura polemica sulla serie “Strappare lungo i bordi” di Zerocalcare. Se il mondo dei social ha accolto con favore il primo prodotto televisivo del fumettista romano, Ankara invece punta il dito contro la serie per la presenza della bandiera curda che campeggia nella stanza di Zero in alcune scene.

La bandiera del Pkk

Al ‘Sultano’ turco Recep Tayyip Erdogan non piace l’ostentazione del simbolo del Partito dei Lavoratori del Kurdistan, il Pkk. Le ragioni dell’ostilità al simbolo curdo si spiegano con il conflitto che da oltre 40 anni vede impegnati il Pkk nella lotta per l’indipendenza del Kurdistan dalla Turchia.

Scandalo dopo scandalo su Netflix” si legge sul quotidiano turco Sabah.com – Nella serie ‘Strappare lungo i bordi’, si è vista la bandiera dell’organizzazione terroristica Pkk appesa alla porta e al muro“. La testata turca evidenzia come nella scena di apertura del trailer, “la bandiera del Pkk appesa dietro la porta quando il protagonista apre e accende la luce. In un’altra scena si vede il vessillo del Pkk appeso al muro del bar“.

La scelta di Zerocalcare di inserire il simbolo della resistenza curda non sorprende. Michele Rech, il vero nome del disegnatore, è legato da tempo alla causa curda. Zerocalcare ha espresso il suo sostegno alle lotte del Pkk nei suoi più fortunati fumetti, come Kobane Calling, in cui l’artista racconta la sua esperienza del 2015 al confine tra la Turchia e la Siria, a pochi chilometri dalla città assediata di Kobane.

La serie del momento

Zerocalcare ha realizzato con molte probabilità la serie tv del momento. “Strappare lungo i bordi” è l’erede degli esperimenti in video animati che il fumettista ha intrapreso da alcuni anni. Diversi corti che aveva realizzato e pubblicato (anche alla trasmissione di La7 di Diego Bianchi, in arte Zoro, Propaganda Live) durante il primo lockdown provocato dalla pandemia da coronavirus avevano avuto un notevole successo. La produzione della serie era stata annunciata lo scorso dicembre. È stata prodotta da Movimenti Production con BAO Publishing.

La serie è composta da sei episodi in tutto, presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, ed è da oggi su Netflix (visibile anche su Sky Q e tramite app su Now Smart Stick). Si tratta di un racconto nostalgico e disincantato, adolescenziale o tardo adolescenziale, che inizia dagli aneddoti degli amici Zero, Sarah e Secco. Zerocalcare stesso doppia la voce di ogni personaggio tranne quella dell’Armadillo, una specie di ‘Grillo Parlante’ del protagonista, che è doppiato da Valerio Mastandrea. La sigla della serie tv è del cantautore romano Giancane.

 

Redazione