Il “mare della morte” sta per mietere altre vittime innocenti. «Sos! 140 persone in pericolo a est della Sicilia». L’allarme è stato lanciato su Twitter da Alarm Phone, a sua volta allertato dal grande gruppo di persone in pericolo. «Sono in mare già da 4 giorni e il tempo sta peggiorando. Abbiamo informato le autorità competenti. Devono essere soccorsi subito!».

Da quattro giorni la nave Ocean Viking, in acque internazionali nel Mediterraneo, è in attesa dell’assegnazione di un porto sicuro per i 553 migranti a bordo recuperate da sei imbarcazioni che stavano attraversando il canale di Sicilia. La Ong Sos Mediterranee chiede alle autorità marittime «di assegnare un luogo sicuro senza ulteriori ritardi e agli Stati membri dell’Ue di riattivare un meccanismo di sbarco e ricollocazione che supporti gli Stati costieri nel coordinamento degli sbarchi». Lo scorso fine settimana, la Ocean Viking ha salvato 555 persone da sei imbarcazioni in difficoltà nel Mediterraneo centrale, nella totale assenza di coordinamento da parte delle autorità marittime.

Una donna incinta ha dovuto essere evacuata d’urgenza dalla guardia costiera italiana insieme al suo compagno martedì scorso. I 553 rimasti a bordo tra cui 119 minori, 4 donne incinte e un bambino di 3 mesi, soffrono il caldo soffocante sul ponte della nave e hanno urgente bisogno di sbarcare, come del resto i 257 superstiti attualmente a bordo della Sea Watch 3. «Con questo caldo, nello spazio ristretto del ponte, la situazione non può che peggiorare giorno dopo giorno» dice Luisa Albera, coordinatrice della ricerca e del soccorso a bordo della Ocean Viking.

«Una nave – aggiunge – può essere solo una soluzione di passaggio da una situazione di pericolo a un luogo di sicuro a terra. Far aspettare per giorni persone che sono scampate alla morte in mare prima di sbarcare significa mettere a rischio la loro salute fisica e mentale. L’incertezza aggiunge sofferenze inutili a una situazione già terribile. Ci sono state troppe situazioni di stallo in mare negli ultimi tre anni e ho visto le gravissime conseguenze sui sopravvissuti, sottoposti a forte stress psicologico».

«Capisco che maggioranza e governo hanno appena rifinanziato i trafficanti in Libia, i lager e i respingimenti illegali. Ma un po’ di umanità non guasterebbe: si facciano sbarcare i naufraghi da Ocean Viking e da Sea Watch3. Subito» scrive su Twitter Nicola Fratoianni, deputato di LeU e leader di Sinistra italiana.

Una tragedia in atto da diversi giorni dopo l’ultimatum lanciato da Matteo Salvini al presidente del Consiglio: «Sostenere un governo che in quanto a sbarchi sta facendo peggio di quanto faceva Alfano, per noi è difficile. Il governo Draghi sta facendo bene da tanti punti di vista, ma l’immigrazione è un colabrodo», aveva proclamato il leader della Lega.

Esperto di Medio Oriente e Islam segue da un quarto di secolo la politica estera italiana e in particolare tutte le vicende riguardanti il Medio Oriente.