Una colata di cemento per rendere Coltano una sorta di “cittadella della guerra”. È questa la decisione presa dal governo Draghi che, grazie alla possibilità di evitare le normali procedure di ‘concertazione’ con gli enti locali e la cittadinanza con il decreto Governace approvato a fine maggio 2021 nell’ambito del PNRR, ha deciso di realizzare nella frazione del Comune di Pisa una nuova base militare.

Un decreto del 23 marzo scorso, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ha stabilito che in una zona protetta all’interno del parco regionale di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli sorgerà il nuovo quartier generale del gruppo interventi speciali (GIS), del reggimento carabinieri paracadutisti Tuscania e del nucleo cinofili dell’Arma. Una struttura che verrà finanziata con i fondi del PNRR.

Una mossa a sorpresa arrivata in gran segreto, dato che né l’esecutivo né il ministero della Difesa aveva annunciato nei giorni precedenti una mossa simile.

Una base militare che sorgerà attorno al vecchio “radar di Coltano”, una ex base militare di circa 54mila metri quadrati, che nelle intenzioni del Governo arriverà a decuplicare le sue dimensioni e si allargherà fino ai 730mila mq previsti dal progetto, che vede al suo interno la costruzione di diversi poligoni di tiro, uffici, centri di addestramento militare, villette e una pista di atterraggio per elicotteri.

Una scelta arrivata scavalcando tutto e tutti, compresi i sindaci della zona e lo stesso presidente del parco regionale di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli (fondato nel 1979), Lorenzo Bani. Quest’ultimo ha laconicamente spiegato al Corriere Fiorentino che contro il progetto dell’esecutivo “non si potrà fare più niente su questa cosa, solo protestare”. Il parere negativo dei tecnici ambientali del Parco regionale, che evocava un impatto “devastante”, è stato di fatto tramutato in carta straccia dalla volontà del Governo.

A favore di Coltano gioca, nelle intenzioni dell’esecutivo, la vicinanza con l’aeroporto militare di Pisa e il fatto che si tratti di un’area militare abbandonata, dunque da riqualificare.

A mobilitarsi contro la scelta del Governo, che non è di fatto modificabile, sono stati partiti ecologisti, associazioni e sindacati. Di “scelta sbagliata e dannosa” parla la Camera del lavoro di Pisa, che accusa l’esecutivo di continuare “in una logica di della cementificazione, su una superficie di più di 70 ettari con una volumetria di 445.000 metri cubi, per giunta all’interno del Parco Regionale di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli, una zona protetta che deve essere salvaguardata per la sua biodiversità e per la regolamentazione di un sistema climatico già alquanto compromesso”.

Il caso Coltano è finito anche in Parlamento con una interrogazione presentata dal leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, che ha chiesto lumi al ministro della Difesa Guerini e della Transizione ecologica Cingolani chiedendo di “valutare ipotesi alternative che non coinvolgano aree protette e parchi naturali”.

Ma anche il Partito Democratico toscano si è scagliato contro la mossa del governo, arrivata senza consultare cittadini ed enti locali. Per il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Vincenzo Ceccarelli, una nuova base militare a Coltano “non è sostenibile per il territorio“.

Con tutto il rispetto per la sicurezza nazionale, sono finiti i tempi nei quali si poteva pensare da Roma di realizzare un intervento di queste dimensioni, in un’area di elevato pregio ambientale, derogando a tutte le leggi di tutela dell’ambiente e del territorio in nome della difesa nazionale, scavalcando completamente le istituzioni del territorio e ignorando le criticità evidenziate da tutti gli enti competenti, a cominciare dall’ente Parco“, è il messaggio che arriva dai Dem.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia