L’addetta al parcheggio del Lago Grande di Portonovo, in provincia di Ancona, ha denunciato un’aggressione a sputi, calci, spintoni e insulti. Un specie di raptus, una violenza clamorosa e improvvisa. L’uomo che l’ha aggredita si è accanito fino a strapparle anche maglietta e reggiseno e a lasciarla nuda davanti a tutti i presenti. Cristina Bartoli, che lavora nella cooperativa Opera che gestisce l’area di sosta, giovedì pomeriggio scorso era di turno con un altro collega.

Ha raccontato di un guidatore che con la moglie e un’altra donna erano appena usciti da un ristorante e avevano imboccato a velocità troppo elevata e contromano uno dei tratti che collegano il parcheggio all’uscita. Invece di fermarsi quando il collega volontario ha provato ad avvertirlo dell’errore, l’uomo ha accelerato ancora di più.

Quando è sceso dall’auto con fare provocatorio ha apostrofato i volontari. La volontaria, come riportato dal Corriere della Sera a quel punto gli ha detto che “sarebbe stato meglio che non si mettesse alla guida dato che non era in grado di farlo”. L’uomo allora l’ha aggredita, con insulti e sputi, poi è passato alle mani. “Mi ha dato un calcio che ho schivato, quindi mi ha afferrato la mano e strappato il braccialetto mentre continuava a darmi della prostituta, infine mi ha strappato la maglietta e il reggiseno facendomi rimanere nuda. Diceva: tu non sai chi sono io, io sono di Ostia”.

I colleghi hanno soccorso la volontaria mentre l’uomo scappava. I carabinieri acquisiranno le immagini delle telecamere di sorveglianza per ricostruire la vicenda e tentare di risalire all’identità dell’aggressore.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.