Gli sforzi investigativi messi in atto dai carabinieri di Pescara hanno portato i loro frutti: è stato infatti individuato il 20enne autore del pestaggio ai danni di un giovane gay sul lungomare Matteotti di Pescara, aggressione avvenuta nella notte tra giovedì 25 e venerdì 26 giugno.

L’autore del gesto, che ha provocato la rottura della mascella di un 25enne molisano, che stava camminando mano per mano col compagno, un 22enne del posto, è stato denunciato a piede libero per lesioni personali con l’aggravante comune dell’aver agito per motivi abbietti o futili.

All’individuazione dell’aggressore si è arrivati grazie all’esame dei video delle telecamere presenti in zona e ascoltato alcuni testimoni, oltre ai dettagli forniti dalla vittima dell’aggessione omofoba. Il 20enne denunciato era in compagnia di altri amici in quel momento, tra cui una ragazza: le indagini sono ancora in corso per arrivare ad identificare anche i ‘complici’.

IL CASO POLITICO – Sull’aggressione omofoba era nato però un caso politico. Il Consiglio comunale del capoluogo abruzzese ha infatti bocciato la mozione, presentata dall’opposizione di centrosinistra, per la costituzione come parte civile del Comune nell’eventuale processo contro gli autori del processo. L’assise cittadina ha respinto infatti la proposta con 11 voti contrari (7 leghisti, 3 rappresentanti di Forza Italia e un consigliere di Fratelli d’Italia) e 10 a favore. Il sindaco di Pescara si era anche recato dal giovane picchiato per esprimere solidarietà e le scuse a nome della città, ma in Consiglio la sua maggioranza non ha seguito l’esempio.

Secondo i capigruppo di centrodestra in Consiglio non è condivisibile “la strumentalizzazione politica che, al solito, la sinistra tenta di fare su ogni vicenda cittadina, peraltro tentando di manipolare anche la giovane vittima, che ancora cerca di riprendersi in un letto d’ospedale, che dovrà vivere settimane di convalescenza per l’intervento subito alla mascella, con la relativa riabilitazione e che sicuramente avrà bisogno di aiuto, solidarietà concreta, vicinanza discreta, ma non certo del gran circo mediatico che la sinistra sta allestendo attorno alla sua vicenda personale”.