Violenza
Aggressioni del 25 aprile: è tornato il clima degli estremismi
Lo slogan “saponette mancate”, rivolto contro gli ebrei a Milano al corteo del 25 aprile, costituisce un’infamia atroce. Ma ancora più intollerabile è che non pochi gruppi pro-Pal abbiano ignorato l’episodio senza prendere le distanze. In Italia si respira una brutta aria, e le istituzioni hanno il dovere di prevenire i processi di radicalizzazione. Gli spari a due militanti dell’Anpi con una pistola ad aria compressa e l’aggressione subita a Roma da Matteo Hallissey confermano che – sia pure allo stato embrionale – potremmo essere vicini a una riedizione dell’oscura fase degli opposti estremismi (eversione di destra e di sinistra).
Le vicende di oggi richiamano all’attenzione i contenuti drammatici dell'”Alba del giorno dopo”, il romanzo di Nicoletta Perondi. I protagonisti sono persone reali e nessun riferimento è puramente casuale. Il testo si ispira, infatti, alle storie parallele dei padri dell’autrice e di suo marito. Nel primo caso si tratta di un docente universitario di Firenze che è stato purtroppo vittima del terrorismo senza che i colpevoli siano mai stati individuati. Nel secondo, invece, si racconta la vita di un importante esponente della DC, con cui ho positivamente interloquito quando a 27 anni ero il presidente del gruppo del PCI nel Consiglio regionale della Toscana. Il contrasto politico era forte, la DC era all’opposizione, ma c’era un grande rispetto, e anche la curiosità di comprendere le ragioni dell’altro per servire meglio il nostro Paese.
Non ho certo nostalgia per il compromesso storico, ma penso che la politica di oggi sia spesso ridotta a una battaglia di parole, o meglio a un’ossessiva e noiosa ripetizione di slogan. Come racconta Nicoletta Perondi, il rapporto tra i partiti di maggioranza e di opposizione nella Prima Repubblica ha conosciuto elementi di grande spessore politico e culturale, a cui i leader di oggi – con tutte le dovute differenze – potrebbero utilmente ispirarsi.
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